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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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L’arcivescovo Lojudice: “Sono rimasto stupefatto quando ho sentito il papa dire il mio nome”

di Augusto Mattioli

SIENA. Una bella sorpresa quella che Papa Francesco ha fatto all’arcivescovo di Siena Paolo Augusto Lojudice, nominandolo cardinale “coram populo” nel corso dell’Angelus. Ricordiamo che Lojudice era arrivato a Siena nel maggio dello scorso anno. 

Quale sarà ora il suo futuro? Resterà a Siena?  “Andare via da Siena dopo questa decisione del Papa? Non è previsto in alcun modo – è stata la risposta data ai giornalisti -; lui ci ha detto più volte di non legare una sede cardinalizia alla nomina di un cardinale. E’ una sua scelta. L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è che due cardinali in una regione non ci sono mai stati. Potrebbe essere un riconoscimento alla figura di Santa   Caterina da Siena. Per lui – come mi ha detto – è una donna di grande importanza per il bene della chiesa. In ogni caso – ha aggiunto – questa ulteriore responsabilità è uno sguardo in più che il papa ci chiede per la chiesa universale e non per la chiesa particolare. Non sono cosa significherà in concreto, e se mi chiederà ulteriore servizio da portare avanti per la chiesa. Comunque io mi ritrovo pienamente in questa lettura di Chiesa che ritorna alle origini, al vangelo, che riparte dai poveri e dagli ultimi. Poi sarà quello che Dio vuole”.

La prima reazione, sentendo Francesco citare il suo nome, è stata di stupore.  “Sì, innanzi tutto stupore – ha detto questa sera ai giornalisti prima di partecipare alla inaugurazione dell’anno accademico della cappella universitaria – di sentirsi chiamati   davanti al mondo, davanti a tutti. Però immediatamente dopo  ho capito che lui è cosi.  Ormai lo abbiamo conosciuto, non dobbiamo cadere dalle nuvole perché magari me lo poteva dire e non lo ha fatto quando l’ho incontrato una settimana fa. Lui – ha sottolineato il  neocardinale- vuol veramente spingerci a pensare le cose come una risposta che dà lo spirito  santo alle questioni del nostro tempo. Anche io sono rimasto inchiodato sulla sedia: ero arrivato dalla chiesa di San Francesco e mi  ero appena seduto per scrivere alcune cose, quando mi hanno avvertito che si parlava di me in tv. Questo è lo stile di papa Francesco che abbiamo imparato a conoscere”.

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