Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

(Cronaca di un congresso) parte D

Capitolo 53

di Giannantonio Spotorno

In verità è un tipo di congresso di partito che si celebra più raramente degli altri, ma abbiamo scelto di “accendere” le telecamere su un congresso a liste davvero contrapposte, perché quelli a lista unica o a liste concordate, non hanno praticamente nulla che possa interessare la cronaca, se non l’antidemocrazia per antonomasia che esercita il controllo e la totale programmazione di ogni particolare o fatto che accade nell’ambito delle varie fasi e operazioni.

Il congresso a lista unitaria, infatti, aspetta la seconda convocazione (quella che convalida senza necessità del 51% degli aventi diritto), poi svolge le varie formalità, gli interventi e quant’altro, dunque, vota la lista per alzata di mano all’ovvia unanimità dei presenti (capitolo 34nel momento assembleare che, guarda caso, sono generalmente poco più di pochi.

Da parte sua, il citato congresso a liste concordate è quasi la stessa cosa; è vero che le liste dei candidati verranno votate al seggio e non per alzata di mano in assemblea, ma sappiamo già (capitolo 37che, come si evince dalla stessa definizione, sono stati preventivamente concordati tanto i candidati, quanto i voti, quanto gli eletti … del resto, se così non fosse, non si chiamerebbero liste concordate.

Sembra che la democrazia sia solo una facciata; sembra cioè che non abbia alcuna importanza come si vota né come si organizzano i raggiri in nome del voto, conta però che le operazioni di voto abbiano luogo e che siano inconfutabilmente approvate.

In sintesi, c’è la prima convocazione, poi la seconda, dunque l’avvio del congresso; i portatori di incarichi o mansioni, devono prima passare dalla verifica poteri, mentre gli altri entrano direttamente nella sala assembleare dove stanno per iniziare gli interventi oratori … proprio quella sala volutamente scelta perché almeno qualcuno non riesca a trovare posto a sedere. Una sala gremita, indipendentemente dal numero dei posti, è una delle prime notizie per la stampa.

Nei prossimi capitoli vedremo anche con quale criterio si assegnano i posti a sedere in sala e come si sceglie la sequenza degli interventi oratori. Sappiamo già che, finito il congresso a lista unitaria, molti giornalisti riempiranno le pagine della “compattezza e unanimità” del partito celebrante, invece, nel caso delle liste concordate, quegli stessi giornalisti parleranno della grande “dialettica democratica” che caratterizza il partito.

Non dimentichiamo che i congressi “eleggono” i dirigenti di partito che, a loro volta, determinano la vita e le scelte del partito stesso, ma anche delle istituzioni e del sottobosco (capitoli n.1 e n.2).

Dalla corruzione, agli accordi con organizzazioni d’ogni tipo, malavitose comprese, l’oltraggio al popolo e alla democrazia nasce proprio nei congressi.

A proposito, aperto il congresso e giunte alla verifica poteri, le due signore (capitolo precedente) che erano scrutatrici, non trovano più il riconoscimento del loro ruolo; qualcuno ha cambiato i verbali … vedremo come.

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