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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Fridzon: aria rancida alle Olimpiadi?

La guardia del Khimki stigmatizza il comportamento degli spagnoli

SIENA. Lo scorso 20 agosto (prima del furto subìto in casa: gli hanno portato via la medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi), gli strali di Vitaly Fridzon sulla squadra spagnola di basket sono stati accolti dalla rivista russa Sport Express. E il capitano del Khimki non è stato molto tenero con la squadra di Scariolo. Anzi. Fridzon ha accusato gli avversari della semifinale del torneo olimpico di “cerracre di mettere in croce gli avversari, lamentandosi e rivolgendosi costantemente agli arbitri”, “Non è colpa loro – ha aggiunto al cronista russo Anton Solomin – ma di chi permette loro di comportarsi in questa maniera”. Per concludere che “Solo così gli spagnoli sono riusciti ad arrivare alla finale. E visto che conveniva comportarsi così, perché portava dei risultati, l’hanno fatto fino in fondo”. E qui emerge il rimpianto di non aver avuto la possibilità di incontrare gli Stati Uniti: “Mi sarebbe piaciuto vedere il nostro livello contro gli USA”. Aria rancida anche alle Olimpiadi? Ma non rinuncia tuttavia a rendere l’onore delle armi agli avversari: “In finale la Spagna ha giocato la sua miglior partita del torneo, la squadra ha saputo comportarsi bene in difesa e gli americani non erano pronti a ciò, visto che giocano troppo individualmente”. Solomin, nell’intervista peraltro lunga, gli ha chiesto se il prossimo anno vorrà ritornare a Londra (da sede delle Olimpiadi a sede delle prossime Final Four, ndr), ma Fridzon non c’è cascato e, ricordando un girone particolarmente difficile (Pana, Real, Fenerbahce e una qualificata che potrebbe essere l’altra russa Kazan) afferma che l’obiettivo della sua squadra può essere saggiamente la promozione alle Top 16.  

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