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L’intelligenza artificiale porterà ad una nuova povertà?

Riflessioni di Luciano Cortonesi su informatizzazione e rivoluzione sociale

di Luciano Cortonesi

SIENA. L’intelligenza artificiale e lo sviluppo dell’informatizzazione e digitalizzazione che sta progredendo a grandi passi, con i primi robot in grado di sostituire l’uomo, porterà a una nuova rivoluzione sociale, simile a quella che avvenne nel 1800 con la rivoluzione industriale.

Anche all’ora l’industrializzazione cambiò gli stili di vita, offrendo ad una larga massa beni e apparecchiature a buon mercato. Questo apparente benessere portò, agli albori dello scorso secolo, ad un divario mai registrato fra ricchi e poveri, tra borghesia e proletariato. Un divario ed un malessere che poi sfociò nella prima guerra mondiale.

Non c’è da avere paura quindi solo dei posti di lavoro persi per l’ingresso dei robot, ma piuttosto dell’illusione che lo sviluppo digitale porti ad una semplificazione della vita. Ci aspetta un’era in cui in pochi avranno il controllo della popolazione attraverso gli strumenti informatici, a discapito di una nuova classe proletaria, sempre più numerosa, che, illudendosi di essere libera nelle proprie scelte, si muoverà come un branco di pecore comandate dal potente di turno.

Addio alla creatività, all’inventiva, alla capacità di adattamento o all’ingegno personale, per essere tutti omologati alle dipendenze dell’intelligenza artificiale in una nuova povertà culturale, ma soprattutto economica.

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