di Lisca
SIENA. Bello! Bello! Bello! Tanta gente nell’Entrone a vedere il “cencio” del dopo luglio che tante polemiche aveva suscitato. E il drappellone di Fortunato è come un respiro lungo lungo dopo un’apnea forzata.
La Madonna del Vecchietta è un trionfo nell’azzurro di un cielo ai piedi della quale “volano” la città turrita e sotto le altre a corona sospese nello scalare dei colori. E sotto la scritta della dedica al Vecchietta l’antico palio etrusco dei cavalli di Poggio Civitate.
Gli stemmi delle Contrade cuciti di persona dall’artista tornano all’antico in una tradizione che è simbolo del quale la città è immagine e emblema.
Lo stesso pittore ha girato le strade, ascoltato persone, pareri cercando di assorbirne l’atmosfera, ha studiato la Madonna del Vecchietta a Pienza nella ricerca di quel momento magico che muove la mente e la mano sulla seta a formare il capolavoro. E’ davvero “fortunato” questo drappellone che ci riporta al sapore della storia e al suo vero valore.
Vorrei tanto attaccarlo al mio chiodo…





















