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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Stop definitivo al riordino delle province

La politica salva gli enti locali in odore di soppressione

ROMA. Affossato definitivamente il decreto di riordino delle province, come preannunciato l’altroieri, non sarà convertito in legge. Questo è la decisione definitiva dalla seduta della commissione Affari Costituzionali che si è tenuta nella serata di lunedì e che ha definitivamente cancellato il provvedimento del Governo. Troppi sarebbero gli emendamenti presentati; perciò è stato ritenuto impossibile far giungere il provvedimento in aula martedì pomeriggio, così come calendarizzato. “Il governo ha fatto quello che poteva – ha spiegato il ministro Patroni Griffi ai giornalisti – Oggi ha preso atto della situazione”.

Ora attenzione al caos istituzionale che genera la mancata conversione in legge: si dovrà entro la fine dell’anno trovare una norma che coordini le disposizioni sulle Province previste dal decreto Salva Italia e dalla spending review, per evitare quella situazione di “di incertezza per l’esercizio di funzioni fondamentali per i cittadini” messa in luce da uno studio del dipartimento delle Riforme del Ministero della Funzione Pubblica. La casta salva così le poltrone al prezzo della “scarsa” credibilità dell’Italia sui mercati finanziari e l’affidabilità politica del Belpaese.

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