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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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I Parlamentari italiani? Sono quelli che guadagnano di più in Europa

Secondo la Commissione i dati raccolti sono "del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai fini indicati dalla legge"

Roma. (Adnkronos/Ign) – Hanno gli stipendi più alti fra i loro colleghi europei. Sono i parlamentari italiani, che però possono ‘vantare’ spese inferiori per portaborse e collaboratori. E’ quanto emerge dai risultati della Commissione guidata dal presidente Istat Enrico Giovannini e pubblicati sul sito della Funzione Pubblica. La Commissione, incaricata di studiare la questione dal governo Berlusconi, dalle presidenze di Camera e Senato, e poi dall’esecutivo Monti, segnala dunque luci e ombre.

 

 

Non è semplice fare una media: in Italia l’indennità parlamentare lorda per i deputati è di 11.283 contro i 7.100 euro della Francia, i 2.813 della Spagna, 8.500 nei Paesi Bassi, 7.668 in Germania. A questo si aggiunge poi in Italia una diaria da 3.500 euro.

 

 

I deputati italiani però vantano spese inferiori in particolar modo per i collaboratori: rientrano per i deputati nostrani fra le spese di segreteria e rappresentanza, 3.690 euro al mese. Mentre per esempio in Francia un deputato può spendere fino a 9.100 euro al mese per i collaboratori, in Germania sono pagati dal Parlamento per un totale di 14.700 euro, in Austria sono dipendenti della Camera.

 

 

Secondo la Commissione comunque i dati raccolti sono “del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai fini indicati dalla legge”. Quindi, “nonostante l’impegno profuso e tenendo conto dell’estrema delicatezza del compito a essa affidato, nonché delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa”.

 

 

“La struttura retributiva” dei parlamentari “e’ molto differente” tra i vari paesi europei – sottolinea Giovannini – e “mi chiedo se applicare automaticamente la media Ue sia il criterio migliore”.

 

 

Le difficolta’ incontrate dalla commissione per il livellamento retributivo, spiega Giovannini, sono di due ordini: “Innanzitutto, il mandato della legge che era quello di guardare a ben 31 istituzioni” e poi “il modo con cui la struttura retributiva, in questo caso dei parlamentari, e’ definita nei vari Paese: si tratta di una struttura molto differente”.

 

 

Quindi e’ impossibile usare la media Ue per la retribuzione dei parlamentari italiani? “Se uno guarda solo alle indennita’ -risponde Giovannini- e’ possibile farlo. Ma poi ci sono molti altri aspetti. Spese di rappresentanza o le spese per beni e servizi sono trattate nei vari Paesi in modo molto diverso e in questo caso e’ impossibile fare una media e mi domando, anche come privato cittadino, se il criterio di usare questa media sia quello migliore. Ogni paese ha una specificita'”.

 

 

“La cosa piu’ importante -sottolinea Giovannini- e’ raggiungere comunque un livello di spesa ragionevole e soprattutto meccanismi che rispettino anche le leggi di ogni Paese”.

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