Rio de Janeiro. Confermato: i rottami individuati nell'Atlantico sono quelli dell'Airbus dell'Air France precipitato nella notte tra domenica e lunedi'. Maltempo e mare grosso ostacolano la raccolta di qualunque oggetto possa essere utile a capire cosa sia successo al volo AF447 sparito dai radar mentre nella zona infuriava una tempesta. Quattro navi della marina brasiliana equipaggiate con strumentazioni per il recupero e una nave cisterna pattugliano un braccio di mare lungo cinque chilometri disseminato di sedili, cavetteria, frammenti metallici e macchie di kerosene 1.200 chilometri a nordest di Recife. Le scatole nere potrebbero essere a una profondita' compresa tra i due e i tremila metri e l'unica speranza e' nel segnale che continueranno a mandare per un mese dal giorno del disastro. Secondo gli esperti la caccia alla registrazione con i dati di volo e di bordo e a quella con le conversazioni dell'equipaggio sara' la piu' ardua dopo quella lanciata per ritrovare il Titanic. Ma il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e' convinto che sara' un'operazione coronata dal successo: "Un Paese capace di trovare il petrolio a sei chilometri di profondita' puo' trovare un aereo a duemila" ha detto. Resta ancora fitto il mistero sulle cause del disastro: la tempesta puo' aver innescato una serie di avarie, ma per capire qualcosa di piu' gli esperti esamineranno due aerei della Lufthansa che alla stessa ora del disastro incrociavano nella zona attraversata dal volo AF447.




