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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Fanghi di depurazione… un’abitudine da contrastare?

SIENA. Forse la nostra provincia sta cambiando vocazione, da terra del vino, dell’olio, di cose buone e belle da vedere e da gustare, pare che stiamo passando alla fase ben più triste e nefasta dell’uso dei nostri territori per lo smaltimento dei fanghi dei depuratori italiani.

Infatti, sui nostri territori vengono annualmente scaricate migliaia di tonnellate di questa materia assolutamente schifosa e ripugnante, che viene dai comuni di mezza Italia, in particolare dalla Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania.

Questi fanghi possono essere irrorati sui terreni agricoli, ma in determinato stato, quindi quanto meno centrifugati, devono essere immediatamente interrati in profondità, lontano almeno 80 metri dalle abitazioni e dai corsi d’acqua, non più di 130 tonnellate per ettaro, e devono rispondere a requisiti chimico/fisici tali da non comportare problemi alle falde e alle persone.

Come vediamo il legislatore ha pensato al problema, almeno se lo è posto, sapeva perfettamente che avrebbero potuto creare disagi e difficoltà e per questo ha messo dei paletti a tutela della collettività, allora perché i cittadini dei comuni dove esistono i terreni nei quali vengono sparse queste sostanze si lamentano ?

A questo punto torna in evidenza il ruolo dell’Amministrazione pubblica, che ha il dovere di preoccuparsi del problema, in quanto di questo si tratta, un problema da affrontare e risolvere.

E ’ mai possibile che i fanghi dell’impianto di depurazione della Solagrital di Boiano, provincia di Campobasso, più nota come ARENA, debbano arrivare fino a noi? possibile che nei circa quattrocento chilometri che ci separano non vi siano altri posti altrettanto adatti? oppure è invece vero, che indipendentemente dalle leggi esistenti, altri comuni e provincie sono maggiormente attenti alle problematiche dei loro territori?
Ma la stessa domanda vale per i fanghi della Sagit, dell’aeroporto di Fiumicino, delle industrie Rolli di Roseto degli Abruzzi, e cosi per i depuratori comunali di Roma e un’altra miriade di situazioni simili.

Non possiamo restare impassibili a guardare, chiediamo con forza alle istituzioni e in particolar modo alla Provincia di Siena che vogliamo poter continuare a dire che il nostro è uno dei territori più belli d’Italia, vogliamo essere difesi dalla “furbizia” di chi ci considera solo terra da sfruttare come “secchio della spazzatura" e pretendiamo controlli severi, disincentivanti, perché se si arriva da così lontano, un motivo deve pur esserci e deve farci riflettere di grande attrazione.

Massimo Mori

Consigliere provinciale del gruppo PDL

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