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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Buscalferri: "Perché non mi dimetto"

Stare nella Deputazione generale della Fondazione è faticoso e impegnativo

SIENA. La solerzia con cui da varie parti mi si invita a dare le dimissioni dalla Deputazione Generale della Fondazione (ultimamente insieme a Paolo Mazzini) è quantomeno sospetta. A chi gioverebbe? certamente a quei deputati, supinamente schierati a difendere ogni iniziativa targata PD, che così non avrebbero più un disturbatore, una persona che pone problemi, che interviene nel merito, che contesta e che cerca di svolgere il ruolo di componente critica.

Proprio ora che la commissione per modificare lo Statuto delle Fondazione sta terminando il proprio lavoro, com’è da più parti richiesto per garantire organi più snelli, meno condizionati dal potere politico, più qualificati. Sono riuscita a trovare consenso in altre deputati per poter avviare questo lavoro e portarlo a termine entro la fine del mese di febbraio, come impone la legge.

Proprio ora dovrei lasciare? Così tutte le mie faticose conquiste rischierebbero di essere cancellate con un tratto di penna.

A qualche smemorato vorrei ricordare che più volte mi sono esposta pubblicamente per contestare iniziative della maggioranza della Deputazione e più volte sono stati il PD e SEL a chiedere le mie dimissioni.

Stare nella Deputazione con questo atteggiamento critico è stato sempre faticoso e impegnativo, anche quando mi sono esposta nella distribuzione di volantini per far conoscere un’opinione non allineata.

Sento, in questo momento, un forte senso di responsabilità nei confronti della Fondazione e della città, che mi fa stare al mio posto.

Antonella Eleonora Buscalferri

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