Lettera aperta della presidente della Consulta degli Studenti di Siena
SIENA. Sono la Presidente della Consulta degli Studenti di Siena e, come tale, ho ritenuto giusto scrivervi una mia riflessione sulla scuola e la situazione della scuola affinchè il mio ruolo non sia stato vano.
Questo sarà, senza dubbio un anno difficile, non soltanto perché saranno applicate le nuove norme proposte dalla Riforma Gelmini ma anche, e soprattutto perché quest’anno faremo i conti con la crisi economica che grava, pesantissima sull’Italia e i sui effetti su di noi. Già, perché noi, benché innocenti, dovremo pagare le colpe di uno Stato che non vuole né, almeno secondo le visioni offerteci dalla Manovra, vorrà in un futuro dare spazio a noi, al futuro vero, ai giovani. Potrete dire che c’è molta retorica nelle mie parole ma purtroppo è la realtà, una realtà che non permetterà a molte delle nostre scuole di essere messe in sicurezza, una realtà che non consentirà a molti studenti di seguire le lezioni per via del sovraffollamento, una realtà che lascerà a casa molti disabili perché non ci sono strutture e non abbiamo soldi per costruirle. Credete che questa realtà sia lontana da noi? Vi sbagliate, questa è la situazione che anche Siena e la sua estesa provincia, quest’anno vivranno. Vi chiederete, allora, perché nessuno vi ha avvertiti della pericolosa condizione, perché ai telegiornali o nei quotidiani si preferisca parlare di tutto fuorchè di noi, degli studenti. Ebbene io la risposta non ce l’ho ma ho una mia idea al riguardo: perché facciamo paura, perché spesso si ha paura dell’enorme potenziale che ogni giorno dimostriamo di avere.
Indubbiamente nei concorsi europei di matematica non siamo i più brillanti, sicuramente preferiamo restare a vivere con i nostri genitori fino a 30 anni e non vogliamo, per nulla al mondo, lasciare l’Italia, la patria nostra.: ma abbiamo una cultura sconfinata fatta di viaggi, di ogni angolo che la nostra Italia, medioevale, rinascimentale, ottocentesca, insomma tutta, ci regala; abbiamo il nostro modo di arrangiarci, sicuramente non il migliore, ma che ci consente di affrontare tutte le situazioni che ci si presentano davanti. Questa è l’Italia che siamo, miei cari studenti e che vogliono farci dimenticare perché è pericoloso avere delle risorse del genere e non saperle né volerle sfruttare. Quindi, quello che mi auguro è che non vi lasciate andare allo sconforto di chi vi dirà che non ha tempo di spiegarvi qualcosa perché deve finire quei programmi sconfinati mandati dal Ministero, non cedete alla tentazione di smettere di studiare perché tanto non c’è lavoro, non demoralizzatevi se vi sembra che nessuno vi ascolti o che non ci sia spazio per noi studenti/giovani ma lottate, anzi lottiamo ancora perché la conquista dei diritti è sempre dura e anche quando sembra di averne conquistato uno, altri cento sfuggono via.
Ricordiamoci che non siamo soli, anche quando ci sembrerà di lottare soli contro il mondo, perché nella scuola ci sono tante tante componenti come i professori o il personale ATA o i dirigenti stessi che sono, spesso, pronti ad aiutarci. E soprattutto non dimentichiamo mai che la scuola, la scuola tutta, è la base di una società che funziona, di uno stato che progredisce e che si prospetta nel futuro.
Un grande in bocca al lupo per questo nuovo anno,
Valeria Donato – residente della Consulta Provinciale Studentesca di Siena




