I sindacati presenti al Consiglio monotematico
SIENA. Di seguito la nota di Carlo Magni (Uilca) sul Consiglio monotematico su banca Montepaschi
“Questa mattina abbiamo partecipato, nell’ambito dell’intervento unitario delle Segreterie di Coordinamento, alla seduta straordinaria e monotematica del Consiglio comunale di Siena dedicata al futuro del Monte dei Paschi. È stata una scelta compiuta con senso di responsabilità: pur nella consapevolezza dei limiti propri di una sede istituzionale, abbiamo ritenuto doveroso essere presenti affinché la voce delle lavoratrici e dei lavoratori, il loro contributo al risanamento della Banca e le tutele che dovranno accompagnare qualsiasi trasformazione non fossero rappresentati soltanto attraverso le parole di altri.
Dalla seduta è emersa una convergenza significativa sulla necessità di preservare l’integrità del Monte dei Paschi, il suo ruolo nazionale, la Direzione Generale, la rete, le attività, le professionalità, il radicamento territoriale e la capacità di continuare a sostenere famiglie e imprese. È stato affermato con chiarezza che la tutela del Monte non può essere ridotta alla conservazione del marchio, della sede storica o di una presenza puramente simbolica a Siena: il nome della Banca conserva valore soltanto se rimane unito alle funzioni direzionali e strategiche, alla rete commerciale, alle competenze e alle persone che ne costituiscono la sostanza industriale.
La sindaca Nicoletta Fabio ha sostenuto che integrità non significa immobilità e che il Monte deve poter crescere senza perdere forza, autonomia e riconoscibilità. La presidente della Provincia Agnese Carletti ha ribadito il carattere nazionale della questione, richiamando il congelamento della quota del 4,8 per cento detenuta dal MEF e proponendo un’audizione delle istituzioni territoriali presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha chiesto che lo Stato eserciti attivamente i propri diritti di azionista e ha espresso apprezzamento per il progetto attraverso il quale il Monte è tornato a concorrere alla costruzione del proprio futuro.
Sono emerse anche alcune differenze sulle iniziative da intraprendere e sul comportamento che il Governo dovrebbe assumere nelle prossime assemblee. Si tratta di differenze che non cancellano il terreno comune costruito intorno alla difesa dell’integrità della Banca, ma che dovranno essere affrontate con chiarezza nel successivo confronto fra istituzioni e parlamentari. Al momento in cui scriviamo non risulta ancora pubblicato un nuovo documento conclusivo della seduta: resta pertanto fermo il mandato contenuto nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 24 giugno.
Il giudizio sulla giornata è complessivamente positivo, perché la vicenda MPS è stata definitivamente sottratta a una dimensione esclusivamente locale ed è stata ricondotta al suo effettivo rilievo nazionale. Nello stesso tempo, non dobbiamo confondere il valore politico della mobilitazione istituzionale con l’esistenza di risultati già acquisiti. Le dichiarazioni rese oggi non modificano le operazioni societarie in corso, non determinano l’orientamento degli azionisti e, soprattutto, non costituiscono ancora garanzie concrete per le lavoratrici e i lavoratori.
Proprio su questo punto riteniamo necessaria una precisazione. In una sede tanto ampia, nella quale intervengono istituzioni, esponenti politici, associazioni e categorie economiche, può determinarsi il rischio che tutte le rappresentanze vengano considerate portatrici della medesima funzione. Non è così. Il contributo di ciascuno è legittimo e importante, ma, fra i soggetti presenti, i Coordinamenti sindacali aziendali e di Gruppo sono gli organismi che rappresentano direttamente le lavoratrici e i lavoratori e che, secondo le procedure previste dal contratto, hanno la titolarità del confronto sulle ricadute occupazionali, organizzative, professionali, economiche e normative di qualsiasi operazione.
La nostra presenza non è stata quindi ornamentale, né può essere interpretata come una delega in bianco alle istituzioni o come un’adesione preventiva a tutte le iniziative prospettate. Abbiamo partecipato perché sentiamo la responsabilità di contribuire alla difesa del Monte e perché non intendiamo lasciare ad altri il compito di parlare in nome delle persone che quotidianamente fanno vivere la Banca. Collaborazione istituzionale e autonomia sindacale possono e devono procedere insieme, purché rimangano distinti i rispettivi ruoli.
Le parole pronunciate oggi dovranno tradursi in impegni verificabili: tutela dell’occupazione senza esuberi traumatici; volontarietà di ogni eventuale intervento sugli organici; salvaguardia della Direzione Generale, delle strutture centrali e dei poli territoriali; adeguatezza degli organici; valorizzazione delle competenze; investimenti nella formazione e nei sistemi informatici; contrasto alla mobilità forzata e alla desertificazione bancaria; piena tutela delle condizioni economiche, normative e di welfare; riconoscimento concreto del contributo fornito dalle lavoratrici e dai lavoratori durante gli anni del risanamento.
Continueremo pertanto a sostenere ogni percorso capace di mantenere il Monte dei Paschi unito, riconoscibile e protagonista del proprio futuro, senza trasformare questa disponibilità in un’adesione incondizionata. La solidità di qualsiasi progetto dovrà essere verificata alla prova dei fatti e, soprattutto, misurata sulla sua capacità di tutelare tutte le persone del Gruppo e tutti i territori nei quali la Banca opera.
Il territorio può costruire attenzione e unità; le istituzioni possono esercitare pressione politica e intervenire nelle sedi di propria competenza; gli azionisti e gli organi societari assumono le decisioni previste dalla legge. Ma quando quelle decisioni producono conseguenze sul lavoro, sulle professionalità e sulla vita delle persone, il confronto non può avvenire senza i Coordinamenti sindacali e non può essere sostituito da alcuna altra rappresentanza.
Questa è la responsabilità che ci siamo assunti partecipando alla seduta odierna e questa è la responsabilità che continueremo a esercitare, con autonomia, coerenza e determinazione”.




