Wall Street subisce le difficoltà dei mercati europei in seguito alla tensione sull’incertezza del sempre più probabile default di Evergrande – il gigante cinese dell’immobiliare – con un debito che sfiora i 300 miliardi di dollari.
Il Dow Jones (-1,8%) sfiora una perdita di quasi 1.000 punti recuperando qualcosa nel finale. Pesante anche lo S&P500 (-1,7%) che rimbalza con decisione sul perforamento della media mobile a cento giorni dopo aver trapassato facilmente quella a cinquanta.
Più marcato sia il calo del Nasdaq (-2,2%) che del Russell 2000 (-2,6%).
In marcata discesa tutti i titoli principali del settore tecnologico, ma senza alcun panico, con arretramenti compresi tra i due ed i tre punti percentuali.
Vola l’indice VIX (+23%) che si inerpica oltre i 25 punti a 25,7, dopo un massimo intraday fino a 28,8.
Crollo dei rendimenti sul mercato obbligazionario in ribasso di ben sei punti base sulla scadenza decennale al 1,30%, in una sorta di bene rifugio.
Metalli preziosi in tenuta, ieri. L’oro mantiene le posizioni di fine settimana a scorsa e chiude a 1.760 dollari l’oncia. L’argento, dopo un timido rimbalzo chiude con una discesa di quasi l’uno per cento.
Giornata molto negativa per il palladio il quale lascia sul terreno un altro sei per cento, chiudendo in ribasso del quaranta per cento rispetto al dei La debolezza dei metalli preziosi è ancora una volta accentuata dalla forza del biglietto verde che sale a 1,171 nei confronti della moneta unica.
La giornata negativa dei metalli si estende di nuovo sia al petrolio ed al rame.
L’oro nero cede oltre il due percento terminando a 70,5 dollari al barile. Stessa performance del rame che porta a due le strisce negative consecutive.
Fonte MarketInsight





