I futures sull’azionario Usa oscillano intorno alla parità, preannunciando una partenza debole a Wall Steet in un mercato appesantito dai timori che il rialzo dei prezzi delle commodity possa alimentare l’inflazione e frenare la crescita economica.
Chiusura in rosso ieri per i principali indici americani, con il Dow Jones (-2,4%) scivolato in fase di correzione e lo S&P 500 (-3%) che ha registrato il maggior calo dal 2020. Il peggiore è stato però il Nasdaq, lasciando sul terreno il 3,6%.
Il focus degli operatori resta concentrato sulla guerra in Ucraina, con il nuovo tentativo di tregua per evacuare i civili e i negoziati che vanno verso un quarto round, dopo il nulla di fatto delle discussioni di ieri.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni l’amministrazione Biden potrebbe annunciare un embargo sulle importazioni di energia dalla Russia già oggi, senza la partecipazione degli alleati europei che dipendono maggiormente dalle forniture di Mosca.
Le preoccupazioni sulle interruzioni dal lato dell’offerta a causa della guerra in Ucraina e delle conseguenti sanzioni alla Russia stanno causando un’impennata dei prezzi delle commodity, tra cui grano, metalli, gas e petrolio.
Uno scenario che ha aumentato l’incertezza sull’outlook globale, complicando il compito delle banche centrali, chiamate a contrastare le pressioni inflazionistiche senza compromettere la crescita e innervosire ulteriormente i mercati.
Nel frattempo, il gap tra il rendimento del Treasury Usa biennale e quello del decennale si è assottigliato sui livelli più bassi da marzo 2020, un segno delle aspettative di un rallentamento dell’espansione dell’economia.
Fonte MarketInsight




