I futures sull’azionario Usa guadagnano lo 0,4-0,5%, preannunciando una partenza positiva a Wall Street in un mercato in cui si attenuano i timori degli investitori per la riduzione degli stimoli monetari e la stretta regolatoria di Pechino.
Chiusura sotto la parità ieri per i principali indici americani, con lo S&P 500 che ha ceduto lo 0,5% segnando la più lunga striscia di ribassi dallo scorso giugno. In calo anche Dow Jones e Nasdaq, rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3%.
Nelle ultime sedute il sentiment dei mercati è stato penalizzato dal rischio di un rallentamento della ripresa dell’economia per effetto della diffusione della variante Delta e per le pressioni inflazionistiche causate dalle difficoltà nella supply chain.
Il “soft tapering” annunciato ieri dalla Bce ha però contribuito a riaffermare l’ottimismo sul continuo sostegno delle autorità monetarie, con Francoforte che per il momento ha deciso di procedere con il programma di acquisti asset mensili a un ritmo più moderato, rinviando a dicembre le discussioni sull’inizio di una vera e propria riduzione.
Nel frattempo, si attenua parzialmente la preoccupazione per la stretta regolamentare della Cina sul settore tecnologico, dopo che il governo di Pechino ha chiarito che rallenterà ma non vieterà le approvazioni di nuovi videogiochi.
A ciò si aggiungono i segnali distensivi tra Stati Uniti e Cina con il primo colloquio da febbraio tra il presidente americano Biden e il suo omologo cinese Xi Jinping, per tentare di appianare la disputa tra le due principali economie mondiali.
Sul fronte della pandemia, infine, l’amministrazione Usa ha fatto un ulteriore passo nella lotta alla nuova ondata di contagi, con l’obbligo di vaccino ai dipendenti federali e ai contractors che lavorano con il Governo.
Fonte MarketInsight




