I futures sui principali indici statunitensi viaggiano in ribasso nel pre-market, preannunciando una partenza debole a Wall Street, in una giornata che potrebbe essere caratterizzata da volatilità a causa della contemporanea scadenza di futures e opzioni su indici e azioni.
Ieri i principali indici americani hanno chiuso in lieve rialzo, in recupero rispetto ai minimi intraday. Il bilancio finale ha visto il Nasdaq a +0,1% e Dow Jones e S&P500 entrambi a -0,2%.
Sul fronte macro è attesa la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per il mese di settembre. Ad agosto il sentiment dei consumatori ha registrato un forte calo di oltre 10 punti a 70,3. Tuttavia, gli analisti prevedono che il dato di settembre mostri un lieve recupero a 72.
Nella giornata di ieri sono giunti i dati statunitensi sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, in aumento oltre le attese a 332 mila unità, e sulle vendite al dettaglio, in crescita ad agosto dello 0,7% mensile, a fronte del -0,7% previsto dagli analisti.
Dati che alimentano i dubbi sulle tempistiche con cui la Fed avvierà il tapering, in un contesto caratterizzato ancora da elevata inflazione. Il focus resta dunque sull’andamento della ripresa economica e dei contagi da Covid, oltre alle pressioni sui prezzi provocate dal rally delle commodities e dai problemi nella supply chain.
La Food and Drug Administration esaminerà i rischi e i benefici della somministrazione della terza dose del vaccino contro il Covid-19, con molti Stati che hanno già messo il richiamo nella tabella di marcia. I titoli dei produttori di vaccini come Pfizer e Moderna hanno avuto fortune alterne nelle ultime settimane in Borsa, anche a causa di alcuni rapporti secondo cui l’efficacia dei loro vaccini potrebbe diminuire nel tempo. Le stesse aziende stanno sostenendo questo argomento per affermare la tesi della necessità della terza dose, che si tradurrebbe in miliardi di dollari di vendite extra.
In Cina la banca centrale ha iniettato 14 miliardi di dollari di liquidità nel sistema attraverso contratti repo per alleviare lo stress nei mercati monetari del paese, mentre i listini asiatici continuano a risentire del caso Evergrande, che non sarà in grado di pagare gli interessi sul prestito in scadenza il 20 settembre. Tale situazione potrebbe avere ripercussioni anche in Occidente, visto che i maggiori creditori di Evergrande sono due importanti asset manager come Amundi (il più grande gestore patrimoniale d’Europa) e UBS Group.
A ciò si aggiunge la nuova stretta regolatoria di Pechino che ha colpito anche il gioco d’azzardo nell’hub di Macao.
In ribasso i prezzi del petrolio, con i futures sul Brent in calo dello 0,2% a 75,5 dollari al barile, mentre i futures sul WTI registrano un ribasso dello 0,3% a 72,3 dollari al barile. Intanto i prezzi del gas naturale ed energia continuano a rimanere su livelli record per la troppa discrepanza tra domanda e offerta.
Fonte MarketInsight




