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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Nasdaq in calo dell’1,1% in avvio, resiste il Dow Jones

Partenza debole a Wall Street, con il settore tecnologico nuovamente sotto pressione in scia all’ulteriore rialzo dei rendimenti obbligazionari in attesa delle decisioni della Federal Reserve.

Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq lascia sul terreno l’1,1% e lo S&P 500 lo 0,4%, mentre il Dow Jones resiste poco sopra la parità segnando un +0,1%.

Al termine della due giorni di riunioni, la banca centrale Usa questa sera annuncerà gli aggiornamenti sulle previsioni di crescita per il 2021 e le indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria, confermando il suo sostegno alla ripresa economica post-Covid.

L’attenzione si concentrerà inoltre sulle parole del chairman Jerome Powell nella conferenza stampa post meeting, con gli operatori che attendono eventuali commenti in merito all’impatto della recente risalita dei rendimenti dei Treasuries

Nelle ultime settimane, infatti, l’ottimismo sulla ripresa dell’economia in scia agli stimoli fiscali e alle campagne di vaccinazioni hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dell’inflazione, alimentando i timori di una revisione della politica monetaria in senso restrittivo prima del previsto.

Preoccupazioni che hanno spinto al rialzo gli yield dei bond, in un movimento accompagnato da una rotazione settoriale nell’azionario che ha penalizzato i titoli growth come i tecnologici a vantaggio di quelli value.

Intanto, il tasso sul decennale americano sale di circa 5 punti base toccando un nuovo picco all’1,67%, mentre quelle del titolo trentennale si è portato sui massimi dal 2019 e il rendimento del biennale si mantiene allo 0,15%.

Sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro a 1,191 dopo essere brevemente sceso sotto la soglia di 1,19 e il dollaro/yen tornato sopra quota 109.

Tra le materie prime, infine, le quotazioni del greggio sono in calo per la quarta seduta consecutiva con il Brent (-1%) a 67,7 dollari e il Wti (-0,9%) a 64,2 dollari, con i timori sulla debolezza della domanda europea che hanno messo in secondo piano l’inattesa riduzione delle scorte Usa evidenziata dai dati Api.

 

Fonte MarketInsight

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