Seduta volatile ieri a Wall Street con esito incerto ed indici che tentano la risalita con la chiusura dei listini europei. Successivamente, inizia la fase di debolezza che porta i listini a toccare minimi intraday con cali anche di oltre due punti percentuali per il Nasdaq, mentre nel finale riescono tuttavia ad attenuare la discesa.
Il bilancio vede il listino tecnologico in calo dell’1,3%, Dow Jones dello 0,8% e S&P500 dello 0,9% e Russell 2000 dello 0,7%.
Si è chiuso ieri un semestre da dimenticare per la Borsa americana con performance negative mai registrate in questo inizio secolo.
Solo nel mese di giugno il Nasdaq ha ceduto l’8,4%, lo S&P500 l’8,7% ed il Dow Jones il 6.7%.
Anche ieri tutti i principali titoli tecnologici hanno perso indistintamente quasi od oltre due punti percentuali.
VIX in risalita (+2%) a 28,55 punti, dopo aver toccato un massimo oltre quota 30.
Sulla giornata di ieri ha pesato anche la nuova stima della Fed di Atlanta sul Pil domestico del secondo trimestre previsto in calo dell’uno per cento.
Sul mercato obbligazionario nuovo brusco calo dei rendimenti con il Tbond che cede undici punti base scendendo al 2,98%.
In calo tutte le materie prime iniziando dai metalli preziosi. L’oro (-0,5%) scivola verso la soglia dei 1.800 dollari l’oncia e l’argento (-2%) intravede la barriera dei $20. In calo anche platino (-1%) e pallaio (-4%).
Pesante calo anche del petrolio (-5%) che chiude a 105 dollari al barile.
Sul mercato valutario il dollaro chiude invariato a 1,045, dopo un affondo fino a 1,039 nel corso della seduta, nei confronti della moneta unica. Recupera terreno, invece, il rublo russo che sale a quota 51,5 rispetto al biglietto verde.
Fonte MarketInsight





