Partenza positiva a Wall Street, con gli investitori che valutano la prospettiva di un’accelerazione nella stretta monetaria della Federal Reserve contro le indicazioni rassicuranti provenienti dai risultati societari.
Dopo pochi minuti di scambi, S&P 500, Dow Jones e Nasdaq guadagnano lo 0,6%.
La stagione dei risultati del secondo trimestre ha fornito indicazioni migliori delle attese, evidenziando una buona tenuta dei margini contro le pressioni inflazionistiche e contribuendo a sostenere il recupero dell’azionario visto lo scorso mese.
L’attenzione degli operatori questa settimana sarà concentrata soprattutto sul report di luglio sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che potrebbe fornire maggiori indicazioni sulle prossime mosse della Fed alimentando la volatilità sui mercati.
Il solido Job Report diffuso venerdì, che ha evidenziato la creazione di oltre il doppio di nuovi impieghi rispetto alle previsioni lo scorso mese, ha rafforzato l’ipotesi di un altro rialzo dei tassi di interesse da 75 punti base nella riunione di settembre.
Mary Daly (Fed di San Francisco) ha dichiarato che la banca centrale Usa è ancora lontana dall’aver portato a termine la propria campagna per raffreddare le pressioni sui prezzi, mentre il governatore Michelle Bowman ha ribadito che la Fed dovrebbe continuare a considerare delle maxi strette come quella approvata lo scorso mese fino a che l’inflazione non scenderà significativamente.
Sul fronte interno, il Senato Usa ha approvato il piano Biden da 740 miliardi di dollari su clima, tasse e sanità, che ora dovrà passare alla Camera. È molto meno dei 3.500 miliardi inizialmente proposti, ma comunque un successo a tre mesi dalle elezioni di mid term.
Intanto sul Forex il biglietto verde perde terreno nei confronti delle altre valute, cedendo parte dei guadagni registrati venerdì in seguito alla diffusione del Job Report. Il cambio euro/dollaro si riporta in area 1,12 mentre il dollaro/yen arretra a 134,7.
Tra le materie prime ancora in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,4%) a 94,6 dollari e il Wti (-0,6%) a 88,5 dollari, dopo aver archiviato luglio con il secondo calo mensile consecutivo tra le preoccupazioni per l’indebolimento della domanda.
Nel comparto obbligazionario, infine, la curva dei rendimenti dei Treasury rimane invertita in prossimità dei livelli più ripidi dal 2000, suggerendo le preoccupazioni degli investitori per il rischio di recessione. Il tasso sul decennale americano cede circa cinque punti base al 2,78% e quello sul biennale un punto base al 3,21%.
Fonte MarketInsight




