Borse europee in peggioramento rispetto alla mattinata dopo l’avvio debole di Wall Street, in un contesto frenato dal rallentamento della crescita cinese e dai timori per il rally dei prezzi energetici e l’inflazione elevata.
Il Ftse Mib di Milano arretra dell’1% in area 26.220 punti, mediamente in linea con l’Ibex 35 di Madrid (-1,1%), il Cac 40 di Parigi (-1%), il Dax di Francoforte (-0,9%) e il Ftse 100 di Londra (-0,5%). Oltreoceano, viaggiano poco sotto la parità Dow Jones (-0,3%) e S&P500 (-0,2%), flat il Nasdaq, con l’attenzione sempre rivolta alla stagione di trimestrali e alle prossime mosse della Fed.
L’aggravarsi della crisi energetica sta alimentando le pressioni sui prezzi, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari, mentre aumentano i segnali di una prossima riduzione degli stimoli monetari in diversi Paesi, tra cui Usa, Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia. In particolare, il governatore della Bank of England, Andrew Bailey ha dichiarato che la banca “dovrà agire” per frenare le pressioni inflazionistiche.
Allo stesso tempo, gli operatori continuano a monitorare il ritmo della ripresa economica, che resta altalenante. Sotto le attese i dati cinesi sul Pil (+4,9% nel terzo trimestre) e la produzione industriale (+3,1% a settembre), mentre sono aumentate più del previsto le vendite al dettaglio (+4,4% a settembre).
Intanto, il governatore della People’s Bank of China, Yi Gang, ha dichiarato che le autorità possono contenere i rischi per l’economia e il sistema finanziario derivanti dalla crisi Evergrande, escludendo un effetto contagio nel settore immobiliare.
Sul Forex, l’euro/dollaro torna in area 1,16 mentre il cambio fra biglietto verde e yen è risalito a 114,3.
Tra le materie prime restano in rialzo le quotazioni del greggio, con il Wti (+1,0%) sui massimi dal 2014 a 82,6 dollari e il Brent (+0,7%) a 85,4 dollari al barile.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund oscilla intorno a quota 106 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,92%.
Tornando a Piazza Affari, si segnala lo stacco della cedola da parte di Generali (-2,3%), Intesa Sanpaolo (-3,4%), Unipol (-4,5%) e Banca Mediolanum (-6,8%). Fra le aziende più capitalizzate avanzano soprattutto Banca Generali (+1,6%), Banco Bpm (+1,6%) e Bper (+1,6%).
Fonte MarketInsight




