L’azionario europeo si appresta ad aprire la seduta odierna in frazionale rialzo, nonostante i cali di Wall Street e la mattinata fiacca dei mercati asiatici.
Tra i listini americani, Nasdaq e S&P500 hanno chiuso in ribasso dello 0,7% e il Dow Jones di mezzo punto percentuale. Malgrado una parziale rimonta nel finale, gli indici scontano soprattutto le preoccupazioni per l’elevata inflazione e per una eventuale risposta più aggressiva da parte della Fed, anche in scia ad alcuni dati macro diffusi ieri.
A peggiorare il sentiment hanno contribuito le dichiarazioni del CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, che ha preannunciato un “uragano” economico nei mesi a venire. Inoltre, il Beige Book della Fed ha sottolineato prezzi in crescita in modo “forte” o “robusto”, rilevando un’attività economica tra il “lieve” e il “modesto”, a fronte della crescita “moderata” di sei settimane fa.
Domani i riflettori si sposteranno sul job report di maggio, che darà ulteriori indicazioni sullo stato di salute del mercato del lavoro a stelle e strisce.
In generale, resta acceso il dibattito sull’outlook economico per la seconda metà dell’anno. Alcuni analisti prevedono una recessione che potrebbe protrarsi anche nel 2023, tenendo conto pure dell’impatto ancora da definire che scaturirà dalla riduzione del bilancio della Fed, avviata questa settimana.
In Asia prevalgono i ribassi, mentre i listini cinesi resistono sopra la parità dopo che il governo ha ordinato alle banche statali di istituire linee di credito per 800 miliardi di yuan (120 miliardi di dollari), finalizzate a finanziare progetti infrastrutturali per stimolare l’economia frenata dai lockdown.
Focus oggi sulle decisioni dell’OPEC+, mentre le quotazioni del greggio arretrano di circa due punti percentuali in scia alle indiscrezioni secondo cui l’Arabia Saudita sarebbe pronta ad incrementare l’output laddove la produzione russa dovesse diminuire.
Dall’agenda macroeconomica sono attesi i dati sui prezzi alla produzione dell’eurozona ad aprile, il report ADP di maggio sull’occupazione statunitense nel settore privato, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e gli ordini di fabbrica americani di aprile.
Per quanto riguarda l’azionario in Italia, Bper ha concordato la cessione di 48 filiali a Banco di Desio per ottenere l’ok dell’Antitrust su Carige, mentre Stellantis, a maggio, ha registrato un calo delle immatricolazioni in Italia del 15,6% anno su anno contro il -15,1% del mercato.
Fonte MarketInsight




