Altra seduta positiva per le borse europee, mentre a Wall Street procedono in rialzo Dow Jones (+2%), S&P500 (+1,7%) e Nasdaq (+1,4%), in attesa delle trimestrali di Amazon e Alphabet in uscita stasera.
A Milano il Ftse Mib chiude in progresso dell’1,1% a 22.066 punti, ben intonato come il Cac 40 di Parigi (+1,9%), l’Ibex 35 di Madrid (+1,9%), il Dax di Francoforte (+1,6%) e il Ftse 100 di Londra (+0,8%).
A spingere l’azionario contribuiscono i segnali positivi sul fronte degli stimoli all’economia e sui vaccini, nonostante le indicazioni prudenti di Bank of America e Citigroup in merito alle valutazioni dell’azionario. Si affievoliscono, intanto, i timori per la volatilità causata dalla cosiddetta retail mania, con forti cali per i titoli finiti nell’occhio del ciclone nei giorni scorsi, come Gamestop e AMC.
Negli Usa proseguono i colloqui sul pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari presentato da Joe Biden, dopo un meeting “molto produttivo” tenutosi ieri alla Casa Bianca, anche se i Repubblicani insistono su un piano più contenuto e i Democratici sono pronti a procedere anche senza il supporto dei loro avversari.
Per quanto riguarda i vaccini, gli americani che hanno ricevuto almeno una dose hanno superato il numero dei positivi al Covid e la campagna di immunizzazione a stelle e strisce procede a ritmi record, con una media di circa 1,34 milioni di dosi somministrate ogni giorno.
In Europa Pfizer-Biontech e Astra Zeneca hanno fornito rassicurazioni sulle prossime consegne, mentre Angela Merkel ha annunciato che tutta la popolazione tedesca sarà vaccinata entro la fine di settembre e il premier britannico Boris Johnson si è detto ottimista sulla possibilità di spostamenti nelle vacanze estive.
Dall’agenda macroeconomica sono giunti i dati sul Pil del quarto trimestre di Italia (-2% t/t e -6,6% a/a) ed Eurozona (-0,7% t/t e -5,1% a/a). Quest’ultimo che ha evidenziato una flessione inferiore alle attese, mentre per l’Italia la contrazione stimata per il 2020 (corretta per gli effetti di calendario) è pari all’8,9%, meno marcata rispetto a quanto previsto dal Governo nella Nadef (-9%) e da Bankitalia e Fmi (-9,4%).
Sul Forex l’euro/dollaro arretra a 1,203 mentre il cambio tra biglietto verde e yen è sostanzialmente stabile in area 105.
Tra le materie prime accelerano le quotazioni del greggio con il Brent (+2,3%) a 57,6 dollari e il Wti (+2,5%) a 54,9 dollari, mentre l’argento (26,8 dollari l’oncia) ritraccia dai massimi di 8 anni toccati ieri in area 30 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta poco sopra i 113 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,65%.
A Piazza Affari, fra le big cap, gli acquisti premiano soprattutto Cnh (+5,3%) in scia all’upgrade di Equita e alla vigilia dei risultati, Tenaris (+4,1%), Exor (+3,8%) e Saipem (+3,7%). In coda al Ftse Mib chiude Ferrari (-3%) nel giorno dei risultati, per via di una guidance deludente.
Fonte MarketInsight





