Chiusura debole per le borse europee alla vigilia della riunione della Bce, con Piazza Affari in coda a causa dell’instabilità politica. Il Ftse Mib termina in calo dell’1,6% a 21.348 punti, arretrato rispetto al Dax di Francoforte (-0,2%), il Cac 40 di Parigi (-0,3%), il Ftse 100 di Londra (-0,4%) e l’Ibex 35 di Madrid (-1,2%).
A Wall Street, migliorano Dow Jones (+0,1%), S&P 500 (+0,6%) e il Nasdaq (+1,6%) dopo una partenza incerta, aspettando i conti di Tesla e con Netflix a +4,6% in scia alla riduzione inferiore alle attese degli abbonati.
A frenare i listini continentali contribuiscono i timori legati alla probabile interruzione delle forniture di gas dalla Russia. Oggi Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha presentato un piano di risparmio energetico invitando gli Stati membri a una riduzione dei consumi pari al 15% nei prossimi otto mesi.
Dinamica che contribuisce a riportare in primo piano le preoccupazioni per un rallentamento dell’economia, in un contesto afflitto dalle pressioni sui prezzi e dall’inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali.
Il rischio di recessione e la crisi energetica in Europa hanno affievolito l’ottimismo per la tenuta degli utili societari e la fiducia per un approccio moderato della Federal Reserve nel suo ciclo di manovre restrittive.
Domani invece i riflettori saranno puntati sulla Bce, che alzerà i tassi di interesse per la prima volta da oltre un decennio, di 25 o 50 punti base.
In Italia, il premier Mario Draghi è intervenuto in Senato affermando che la coalizione di governo può essere ricostruita. Tuttavia, le divergenze fra i partiti complicano il quadro, con pressioni dal centrodestra per estromettere i 5 Stelle dall’esecutivo. Lo spread Btp-Bund si amplia nuovamente a 210 punti base, con il rendimento del decennale italiano in risalita al 3,36%.
Sul Forex l’euro/dollaro rimane poco mosso in area 1,02 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 138,1, aspettando le riunioni dell’Eurotower e della Bank of Japan in programma domani.
Tra le materie prime rimangono in ribasso le quotazioni del greggio con il Brent (-0,8%) a 106,5 dollari e il Wti (-1,2%) a 99,5 dollari, dopo il calo a sorpresa delle scorte statunitensi emerso dai dati settimanali dell’Energy Information Administration.
Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib restano in rialzo Stm (+2,2%), Diasorin (+1,6%) e Telecom Italia (+0,8%), mentre arretrano Italgas (-4,2%), Saipem (-3,9%), Intesa Sanpaolo (-3,5%) ed Enel (-3,1%).
Fonte MarketInsight





