Mattinata prudente per le borse europee e futures di Wall Street in calo, complici le incertezze a livello globale legate agli eventi geopolitici, alla politica monetaria e alla recrudescenza del virus in Cina.
Il Ftse Mib di Milano è sostanzialmente invariato in area 24.800 punti. Deboli il Dax di Francoforte (-0,4%) e il Ftse 100 di Londra (-0,2%), Ibex 35 di Madrid a +0,15% mentre il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,7%, con focus sull’esito delle elezioni che vedono Macron davanti a Marine Le Pen al primo turno, allontanando il rischio di una presidenza più euroscettica.
Il sentiment dei mercati continua ad essere condizionato dall’atteggiamento più restrittivo della Federal Reserve, dalla volatilità dei prezzi delle commodity a causa del conflitto in Ucraina e dai timori per un rallentamento dell’economia.
La presidente della Fed di Cleveland, Loretta Mester, si è detta fiduciosa che gli Stati Uniti eviteranno una recessione nonostante l’inasprimento della politica monetaria, anche se il tasso di inflazione rimarrà probabilmente oltre il 2% l’anno prossimo.
In settimana l’attenzione si concentrerà soprattutto sui dati relativi all’inflazione statunitense, oltre che sulla riunione della Bce e l’inizio della nuova stagione di trimestrali a Wall Street.
In particolare, l’istituto di Francoforte potrebbe accelerare il ritiro degli stimoli monetari, con Goldman Sachs che ora si attende due rialzi dei tassi di interesse nel 2022. La earning season statunitense, invece, prenderà il via con i risultati delle grandi banche, tra cui Citigroup, JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Wells Fargo.
Per quanto riguarda la geurra, oggi si terrà un nuovo vertice dei ministri degli esteri Ue sul tema delle sanzioni alla Russia, mentre Mosca ha dichiarato che sospenderà le aste di bond per il resto del 2022 a causa dei proibitivi costi del debito. Nel frattempo, il cancelliere austriaco Karl Nehammer incontrerà il presidente Vladimir Putin, mentre l’Ucraina ha riferito che gli attacchi missilistici russi hanno distrutto l’aeroporto di Dnipro, la quarta città più grande del paese.
Dall’agenda macro si segnalano i dati sull’inflazione in Cina, salita a marzo dell’1,5% su base annua, rispetto al +1,4% atteso dagli analisti e dal +0,9% del mese di febbraio. I prezzi alla produzione, invece, sono cresciuti dell’8,3% (+8,1% il consensus) rallentando rispetto al +8,8% di febbraio.
Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,092 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si rafforza a quota 125,4.
Tra le materie prime perdono ancora terreno le quotazioni del greggio dopo due settimane consecutive di ribassi, con il Brent (-2,4%) a 100,3 dollari e il Wti (-2,5%) a 95,75 dollari, frenate ancora dalle preoccupazioni per i nuovi lockdown in Cina.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 163 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,42%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate si distinguono Iveco (+4,1%), Prysmian (+3,9%) e Leonardo (+2,7%), mentre arretrano Banco Bpm (-4,5%), Moncler (-3,8%) in scia all’aumento di casi di Covid in Cina e Atlantia (-2,9%), con i fondi di investimento GIP e Brookfield che non avrebbero in programma di intraprendere alcuna iniziativa ostile sulla Società dei Benetton.
Fonte MarketInsight




