Mattinata in rialzo per le borse europee, sostenute anche dall’andamento positivo dei futures di Wall Street. A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,9% in area 25.311 punti, ben intonato come il Ftse 100 di Londra (+0,3%), il Dax di Francoforte (+0,8%), il Cac 40 di Parigi (+1,1%) e l’Ibex 35 di Madrid (+1,4%). Progressi nell’ordine del mezzo punto percentuale per i derivati su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, con quest’ultimo indice reduce da un nuovo massimo storico.
Il focus resta prevalentemente sull’outlook di politica monetaria, dopo gli ultimi commenti giunti dai membri della Fed che hanno perlopiù rassicurato sul mantenimento di un atteggiamento accomodante e sulla transitorietà dell’aumento dei prezzi. In futuro sarà possibile una graduale riduzione degli stimoli di emergenza, ma qualsiasi intervento dipenderà dall’andamento dell’inflazione e dal raggiungimento dell’obiettivo sull’occupazione.
Anche la Bce, nel bollettino economico, ha escluso un ritiro prematuro delle misure di sostegno in quanto indebolirebbe la ripresa, aggiungendo che le pressioni sui prezzi rimarranno nel complesso contenute, in un contesto caratterizzato da rischi sulle prospettive di crescita bilanciati. Per l’Eurotower, il Pil dell’Eurozona tornerà sui livelli pre-Covd nel primo trimestre 2022.
Nel pomeriggio verranno osservati con particolare attenzioni i dati americani sul Pil finale del primo trimestre e sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. In Europa, invece, è stato diffuso l’indice IFO, che misura la fiducia delle aziende tedesche, attestatosi a 101,8 punti (consensus 100,7 punti) dopo i 99,2 punti di maggio. L’indicatore relativo alle aspettative di business, pari a 104 punti, si è rivelato superiore alle stime (103,6 punti) e al dato di maggio (102,9 punti).
Sul Forex l’euro/dollaro è poco mosso a 1,194 e il cambio tra biglietto verde e yen si attesta a 110,8. Stabile la sterlina a 1,396 dollari in attesa della riunione della Bank of England, che dovrebbe confermare l’attuale ritmo di acquisti mensili di titoli e potrebbe fornire indicazioni in merito all’accelerazione dell’inflazione e a eventuali manovre sui tassi nel 2022.
Tra le materie prime scambiano in frazionale rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,2%) a 75,3 dollari e il Wti (+0,1%) a 73,2 dollari, dopo l’ulteriore riduzione delle scorte statunitensi evidenziata ieri dai dati settimanali dell’Energy Information Administration.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane in area 107 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,9%.
Tornando a Piazza Affari, fra le big cap avanzano soprattutto Amplifon (+2,9%) e Diasorin (+2,1%) mentre le vendite colpiscono soprattutto Pirelli (-2,2%) in scia al downgrade di Goldman Sachs. La banca d’affari americana ha abbassato la raccomandazione sul titolo da ‘neutral’ a ‘sell’ fissando il target price a 4,70 euro.
Fonte MarketInsight




