Altra seduta in rialzo per le borse del Vecchio Continente, con il Ftse Mib che termina in progresso dello 0,6% a 23.816 punti. Ben intonati anche l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%), il Dax di Francoforte (+0,4%) e il Cac 40 di Parigi (+0,4%), più arretrato il Ftse 100 di Londra (+0,2%).
A Wall Street il Dow Jones avanza dello 0,8%, lo S&P 500 dell’1,8% e il Nasdaq guadagna il 3,4%, dopo la discesa di ieri che lo aveva portato a perdere oltre il 10% rispetto ai massimi di febbraio in scia ai dubbi sulle elevate valutazioni raggiunte dai titoli growth.
Il miglioramento dell’outlook economico, grazie anche alla prospettiva di nuovi stimoli e alla progressiva diffusione dei vaccini, ha riportato gli acquisti sui titoli più ciclici, che dovrebbero maggiormente beneficiare della ripresa economica.
Nel frattempo, si attenua la pressione sui rendimenti obbligazionari dopo l’impennata delle ultime settimane, con il T-Bond decennale all’1,55%. Da monitorare in tal senso le aste di Treasury statunitensi a 3, 10 e 30 anni in programma questa settimana per complessivi 120 miliardi di dollari.
In mattinata l’Ocse ha diffuso le proiezioni aggiornate sulla crescita globale, alzando la stima per il 2021 a +5,6% e quella per il 2022 a +4,0%. Per l’eurozona è atteso un +3,9% quest’anno e un +3,8% nel 2022, mentre il Pil dell’Italia dovrebbe crescere del 4,1% nel 2021 e del 4,0% nel 2022,
Tra oggi e domani la Camera statunitense tornerà ad esaminare il piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari già approvato dal Senato, mentre in Europa i riflettori si sposteranno giovedì sulla riunione della Bce e sulla conferenza stampa di Christine Lagarde.
Dall’agenda macro, inoltre, sono giunti i dati finali sul Pil del quarto trimestre dell’eurozona (-0,7% t/t e -4,9% a/a) e quelli sulla produzione industriale italiana di gennaio (+1% m/m e -2,4% a/a).
Sul Forex, l’euro/dollaro risale a 1,189 mentre il cambio tra biglietto verde e yen viaggia in lieve calo a 108,6.
Tra le materie prime arretrano le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,7%) a 67,8 dollari e il Wti (-1,1%) a 64,3 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund scende a 98 punti base e il rendimento del decennale italiano si attesta a 0,69%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate spiccano le performance di Amplifon (+4,8%), Prysmian (+3,8%) e Stm (+2,9%). In rialzo Leonardo (+2,75%) nel giorno del Cda sui risultati del 2020. In rosso, invece, Tenaris (-1,7%), Unicredit (-1,8%) e Telecom Italia (-1,9%).
Fonte MarketInsight





