Le borse europee mantengono l’intonazione complessivamente positiva della mattinata, mentre Wall Street apre cauta, con focus sul greggio aspettando le delibere dell’Opec+.
Il Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,4% e si riporta in area 24.380 punti, poco mosso come l’Ibex 35 di Madrid (flat), mentre avanzano maggiormente il Dax di Francoforte (+0,7%) e il Cac 40 di Parigi (+1,2%). Chiusa Londra per il giubileo della regina Elisabetta. Oltreoceano, avvio incerto per Dow Jones (-0,3%), S&P500 (-0,2%) e Nasdaq (-0,1%), dopo i ribassi della vigilia.
L’incertezza resta elevata, con l’inflazione record e la risposta delle banche centrali al centro dell’attenzione. La prospettiva di un inasprimento della politica monetaria, infatti, fa temere per una recessione, in un contesto frenato dalla guerra in Ucraina e dalle difficoltà della Cina. Pechino, intanto, ha chiesto alle banche di finanziare progetti infrastrutturali per 120 miliardi di dollari per stimolare l’economia.
Ieri il Beige Book della Fed ha sottolineato la crescita “forte” o “robusta” dei prezzi e quella tra “lieve” e “modesta” dell’attività economica, mentre il CEO di JPMorgan, Jamie Dimon, ha preannunciato un “uragano” economico nei mesi a venire. Nei giorni scorsi la banca centrale americana ha iniziato a ridurre il proprio bilancio da 8.900 miliardi di dollari, mentre alcuni membri del Fomc si sono espressi in favore di una politica più restrittiva sui tassi.
Gli ultimi dati macro hanno evidenziato un aumento ben inferiore alle attese dei nuovi impieghi (128mila contro 300 mila) nel settore privato, il minore dall’inizio della ripresa post-pandemia, aspettando il job report in uscita domani. Nell’eurozona, i prezzi alla produzione hanno evidenziato una crescita inferiore alle attese nel mese di aprile (+1,2% su marzo e +37,2% annuo).
Sul Forex l’euro/dollaro si apprezza a 1,07 mentre il cambio tra biglietto verde arretra a 129,75.
Invertono la rotta le quotazioni del greggio con il Brent (+0,3%) a 116,7 dollari e il Wti (+0,4%) a 115,8 dollari al barile. Intanto l’Arabia Saudita starebbe valutando un incremento dell’output per compensare il calo della produzione russa.
Inoltre, l’OPEC+ potrebbe accelerare l’incremento dell’offerta di circa il 50% per contrastare i recenti rialzi dei prezzi e soddisfare le richieste dei principali consumatori, tra cui gli Usa. Un gruppo di ministri avrebbe infatti raccomandato al cartello di aumentare le esportazioni di 648.000 barili al giorno a luglio e agosto, rispetto ai 432.000 degli ultimi mesi.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia a 203 punti base con il rendimento del decennale italiano in rialzo al 3,24%.
A Piazza Affari, fra le big cap avanzano in particolare Moncler (+3%), Interpump (+1,9%) e Iveco (+1,9%) mentre in coda al Ftse Mib scivolano Saipem (-1,7%), Terna (-1,1%) ed Hera (-1%).
Fonte MarketInsight




