Seduta all’insegna delle vendite per i principali listini asiatici, dopo che i governi occidentali hanno promesso nuove sanzioni alla Russia e il presidente Vladimir Putin ha cercato di sostenere il rublo minacciando di richiedere ai Paesi “ostili” di usarlo per pagare le forniture di gas.
Ma i leader europei hanno respinto questa possibilità, creando potenzialmente uno scontro sulle forniture energetiche.
Intanto, ieri, i leader occidentali si sono riuniti a Bruxelles e hanno promesso più sanzioni contro la Russia. Riflettori puntati sul vertice Nato, il G7 e il Consiglio europeo, con la partecipazione del presidente americano Joe Biden.
Gli Usa hanno annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro 328 deputati e 48 società di difesa, ideate per aumentare la pressione su Mosca in assenza di passi avanti nei negoziati di pace. La NATO raddoppierà la presenza militare a est, l’Occidente si prepara a eventuali attacchi biologici o nucleari dalla Russia.
Focus anche sulla risposta delle banche centrali per contrastare l’inflazione, dopo che alcuni esponenti della Fed hanno confermato la necessità di intervenire rapidamente, aprendo a rialzi dei tassi da mezzo punto percentuale e l’avvio di una riduzione del bilancio dell’istituto.
Sul fronte geopolitico, il 31 marzo il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, visiterà la Cina nell’ambito della terza conferenza ministeriale dei paesi vicini all’Afghanistan. Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Lavrov – ha aggiunto la portavoce – guiderà la delegazione russa. “Tale incontro fornirà una buona opportunità per discutere il coordinamento degli sforzi regionali nel quadro del percorso di assistenza umanitaria e socioeconomica all’Afghanistan e per confrontare gli approcci per contrastare le minacce del terrorismo e del traffico di droga”.
Rimanendo in Asia, dall’agenda macroeconomica, il ministero di Affari Interni e Comunicazione del Giappone ha comunicato che a marzo l’indice dei prezzi al consumo nella regione di Tokyo è aumentato dell’1,3% annuo, leggermente oltre quanto atteso dagli economisti (+1,2%). A febbraio il dato aveva segnato un incremento dell’1%.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta in area 1,102 e il dollaro yen a 121,82. Tra le materie prime, petrolio in leggera flessione con il Brent (-0,1%) a 118,94 dollari e il Wti (-0,2%) a 112,11 dollari al barile. Oro a 1.954,50 dollari l’oncia (-0,3%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina Shanghai e Shenzhen si muovono rispettivamente a -1,1% e -1,4%. Hong Kong scivola a -2,8%.
In Giappone, il Nikkei e il Topix segnano rispettivamente un +0,1% e 0,0%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (+1,9%), Dow Jones (+1%) e S&P 500 (+1,4%).

Fonte MarketInsight




