Le principali piazze finanziarie asiatiche si sono mosse senza una direzione univoca, con i maggiori indici cinesi in territorio positivo dopo i primi colloqui commerciali con gli Usa dall’elezione di Joe Biden.
I vertici commerciali degli Stati Uniti e della Cina hanno avuto una prima conversazione diretta, cercando di risolvere alcune differenze tra le due parti. Allo stesso tempo, le tensioni restano alte, in scia anche alle dichiarazioni del massimo funzionario della Casa Bianca per l’Asia che ha sottolineato come gli Stati Uniti stiano entrando in un periodo di intensa competizione con la Cina.
Nel frattempo gli investitori continuano ad osservare anche la ripresa dalla pandemia e la possibilità di una riduzione dello stimolo. La Fed ha ribadito il proprio impegno a mantenere una politica accomodante fino al pieno recupero dell’economia, assicurando che la pressione sui prezzi negli Stati Uniti sarà transitoria. Il vicepresidente Richard Clarida ha tuttavia aperto nei giorni scorsi a eventuali discussioni sul tapering nei prossimi meeting del Fomc.
In Giappone, le azioni hanno rallentato dopo il recente rally, penalizzate da una possibile estensione delle misure di emergenza COVID-19.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,2188 e il dollaro/yen si fissa a 109,13. Tra le materie prime, petrolio in leggero ribasso con il Brent a 68,32 dollari al barile (-0,6%) e il Wti a 65,86 dollari al barile (-0,5%). Oro a 1.899,30 dollari l’oncia (-0,1%).
Tornando ai listini asiatici, in Cina, Shanghai a +0,2% e Shenzhen +0,5%. Sotto la parità invece Hong Kong a -0,3%.
In Giappone il Nikkei e il Topix segnano entrambi un -0,6%.
Il tutto dopo le seguenti chiusure di ieri a Wall Street: Nasdaq (+0,6%), S&P 500 (+0,2%) e Dow Jones (+0,0%).
Fonte MarketInsight




