Partenza positiva per le borse europee, alla riapertura dopo la pausa di Ferragosto e in un contesto in cui permangono le preoccupazioni per un rallentamento dell’economia globale appesantendo il sentiment dei mercati.
A Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,5% in area 23.100 punti. In frazionale rialzo anche il Dax di Francoforte (+0,4%), il Ftse 100 di Londra (+0,4%), l’Ibex 35 di Madrid (+0,3%) e il Cac 40 di Parigi (+0,2%).
Le aspettative di un raffreddamento dell’inflazione, e di una conseguente stretta monetaria meno aggressiva in uno scenario che vede una frenata dell’economia, hanno contribuito a un rimbalzo dell’azionario globale di quasi il 13% dai minimi di giugno.
Un recupero messo a rischio dalla possibilità che le pressioni sui prezzi persistano su livelli elevati, costringendo il costo del denaro a restare più alto per un periodo più lungo e causando una recessione.
La diffusione delle minute della Federal Reserve questa settimana fornirà probabilmente maggiori indizi sull’entità del rialzo dei tassi nel meeting di settembre, con gli operatori che ora ritengono più probabile un ritocco da 50 punti base anziché da 75.
Intanto, la Cina ha inaspettatamente tagliato i tassi di interesse dopo alcuni dati che hanno mostrato un ulteriore rallentamento dell’economia a luglio, con la produzione industriale e le vendite al dettaglio penalizzate dalla politica zero-Covid e dalla crisi immobiliare.
Sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro a 1,016 in attesa dell’uscita in mattinata dell’indice Zew di agosto in Germania e il dollaro/yen a 133,4.
Tra le materie prime in calo le quotazioni del greggio con il Brent (-1,3%) a 93,9 dollari e il Wti (-1%) a 88,5 dollari, tra le preoccupazioni per la domanda e la prospettiva di un ritorno delle forniture iraniane con un accordo sul nucleare.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 206 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 2,97%.
Tornando a Piazza Affari, bene in avvio Enel (+2%), Stm (+1,7%), Telecom Italia (+1,7%), Terna (+1,6%) e Cnh (+1,5%), mentre arretrano Amplifon (-5,7%) e Tenaris (-1,2%).
Fonte MarketInsight




