Apertura poco mossa per le borse europee, con gli operatori che continuano a monitorare i rischi legati all’aumento dell’inflazione, in attesa dei risultati delle big tech statunitensi in programma questa settimana.
A Milano il Ftse Mib avanza dello 0,1% in area 26.590 punti. Sulla parità il Dax di Francoforte (+0,02%) e in lieve calo il Cac 40 di Parigi (-0,1%), mentre il Ftse 100 di Londra (+0,3%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,1%) sono in frazionale rialzo.
Nelle ultime settimane, l’azionario globale ha mostrato una buona resilienza alla minaccia delle crescenti pressioni sui prezzi, alimentate dalla crisi energetica e dai colli di bottiglia nella supply chain.
L’attenzione nei prossimi giorni sarà rivolta in particolare sulle trimestrali dei colossi tech Usa, un test importate per il sentiment degli investitori. Attesi oggi i risultati di Facebook, mentre domani sarà il turno di Alphabet, Microsoft e Twitter.
Nel frattempo, i mercati monitorano un nuovo allarme Covid in 11 province della Cina. Per quanto riguarda il caso Evergrande, invece, il colosso immobiliare dovrà rimborsare un’altra cedola il 29 ottobre, dopo averne pagata una venerdì scorso prima del default.
In tema banche centrali, focus sulla riunione della Banca centrale europea in agenda giovedì, che sarà attentamente monitorata dagli investitori per la guidance sul programma di acquisti bond pandemico.
Intanto sul Forex il biglietto verde è poco mosso nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro a 1,165 e il dollaro/yen a 113,7. In calo la lira turca dopo che il presidente Tayyip Erdogan ha ordinato l’espulsione di 10 ambasciatori stranieri, tra cui Stati Uniti, Francia e Germania, che hanno chiesto il rilascio di un filantropo incarcerato.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,5%) a 85 dollari e il Wti (+0,7%) a 84,3 dollari, dopo che l’Arabia Saudita ha dichiarato che l’Opec+ dovrebbe mantenere il suo approccio cauto nell’aumentare la produzione a causa della minaccia ancora posta dalla pandemia.
Sull’obbligazionario, infine, lo spread Btp-Bund riparte in area 108 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,98%, dopo che venerdì a mercati chiusi S&P ha confermato il rating sovrano a BBB, alzando però l’outlook da stabile a positivo. Si attende ora il test dell’agenza canadese Dbrs, mentre il 5 novembre sarà la volta di Moody’s e il 3 dicembre di Fitch.
Tornando a Piazza Affari, in rosso in avvio Unicredit (-3,3%), dopo l’interruzione delle trattative per Mps (-3,8%). In rialzo, invece, Exor (+3,5%), Banco BPM (+2,1%), Saipem (+1,1%) e Bper (+1,1%).
Fonte MarketInsight




