Il presidente Busi “Fase complicata, serve lavorare tutti insieme per il nostro territorio”
Al’incontro erano presenti i rappresentanti di Legacoop, Confindustria e Confcooperative “che – spiega Busi – hanno mostrato un sincero interessa per le nostre idee. Del resto il vino non è un’isola felice ma sta dentro un contesto plurale e comune per cui se la macchina toscana gira meno tutti i settori economici ne risentono”.
“La fase è oggettivamente complicata – sintetizza il Presidente del Consorzio Vino Chianti -. Nell’anno che ci lasciamo alle spalle le produzioni vitivinicole toscane hanno fatto registrare una perdita del 4% complessiva. In un mercato come quello della Germania, che è fra i principali sbocchi dell’export del vino italiano, abbiamo perso ben il 20% e in Canada siamo a meno 14%. Tiene, anzi, aumenta la domanda sul mercato nazionale, che resta il nostro 1° cliente rappresentando circa il 30% del mercato del Chianti e, nella GDO Italia, il Chianti ha segnato un +3% in termini di bottiglie vendute e un +6% in termini di prezzo/bottiglia. E cresciamo anche sul mercato orientale. Ma è ovvio che se stiamo fermi a guardare, le conseguenze non potranno che essere negative”.
Per Busi quindi la Toscana deve muoversi come squadra. “Il Chianti è la Toscana, Chianti nell’immaginario del Mondo non è solo vino per questo serve valorizzarlo. Per questo serve una più stretta collaborazione fra tutti gli enti del territorio che superi i vari campanilismi. Se oggi non si collabora si rischia davvero di perdere un treno che potrebbe essere l’ultimo” conclude il Presidente del Consorzio Vino Chianti.




