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Verso la 7ª Conferenza di Siena: l’Europa del futuro

La democrazia europea riparte dal basso e sfida l’intelligenza artificiale

di Letizia Pini

SIENA. Rimettere i cittadini e il pragmatismo al centro del progetto comune, proprio nei giorni in cui l’Europa si scopre “più sola” davanti alle grandi turbolenze globali. Con questa forte spinta ideale e strategica si prepara a partire la Settima Conferenza di Siena dell’Europa del Futuro, l’ormai tradizionale Bold Forum internazionale co-organizzato dall’Università degli Studi di Siena e dal think tank Vision.

Tre giorni di intensi tavoli di lavoro e di confronto concreto che, partendo dalla magia della Certosa di Pontignano, si apriranno quest’anno in modo inedito alla città, incrociando l’ultimo giorno le celebrazioni del Santa Chiara Lab in una grande festa che coinvolgerà studenti, famiglie e l’intera comunità senese.

A tracciare lo scenario in cui si inserisce l’edizione di quest’anno è il professor Francesco Grillo, amministratore delegato di Vision, che non nasconde le difficoltà ma anche l’estrema urgenza dell’appuntamento:

“La conferenza quest’anno è stata fortissimamente aiutata e, al tempo stesso, ostacolata dalle vicende internazionali e da ciò che si muove oltreoceano, negli Stati Uniti. Questo scenario ha reso l’esigenza di un’agenda europea molto più urgente: gli europei non sono mai stati così soli nella storia recente. La scomposizione dell’ordine mondiale e il caos globale ci costringono a ridefinire le nostre priorità e a costruire un’autonomia vera sull’energia, sulla difesa e sul digitale.”

Nonostante i complessi nodi logistici internazionali legati al momento storico, Siena si conferma un magnete per i grandi decisori. I numeri dell’evento sono impressionanti: sono attesi oltre 12 leader di altissimo profilo, tra attuali ed ex presidenti di Commissione, ministri e primi ministri sia italiani che europei (ed extra-UE), appartenenti a diverse aree politiche, affiancati da grandi editorialisti globali (come le firme di The Economist) e da una nutrita rappresentanza di imprenditori e start-up.

Il lavoro preliminare, portato avanti nei mesi scorsi da team multidisciplinari, si concentrerà su quattro tavoli tematici strategici:

  • Redefining Democracy (Raddrizzare la democrazia): Per trovare formule nuove capaci di governare le turbolenze attuali e riavvicinare i cittadini alle istituzioni.
  • Green Innovation: Un focus sulla velocità dell’indipendenza energetica attraverso le rinnovabili.
  • Federalismo Pragmatico: Una sessione che, raccogliendo l’eredità dei rapporti e delle suggestioni di figure chiave come Mario Draghi, punta a superare i limiti dell’approccio tecnocratico attraverso riforme comprensibili e vicine alle necessità reali delle persone.
  • La gestione dell’Intelligenza Artificiale: L’IA vista non solo come opportunità economica, ma come una sfida antropologica che rischia di trasformarsi in un “Armageddon” per i sistemi educativi e sociali se non governata mantenendo l’uomo al centro.

Un focus particolarissimo sarà dedicato all’Ucraina e alla difesa comune, con la presenza di imprese e start-up ucraine che hanno registrato progressi tecnologici straordinari nel settore dei droni e delle tecnologie applicate alla sicurezza, ridisegnando i confini dell’integrazione tecnologica tra Kiev e l’Europa. Non mancheranno inoltre dibattiti su questioni di forte impatto sociale quotidiano, come le politiche della casa e il diritto allo studio per gli studenti universitari.

Il legame profondo con il territorio e la sua valorizzazione sono stati l’elemento chiave sottolineato dai docenti dell’Ateneo senese presenti alla conferenza stampa Simone Borghesi e Sabrina Cavatorto.

L’evento di quest’anno assumerà una veste fortemente simbolica. L’ultima giornata si sposterà infatti al Santa Maria della Scala, spazio percepito dai senesi come “casa”, restituendo alla cittadinanza i frutti dei dibattiti internazionali.

Grande protagonista sarà la componente studentesca: a Pontignano sarà presente una fortissima quota di studenti internazionali (provenienti in gran parte da Germania, Francia e Olanda, con una  voluta prevalenza di presenze femminili), iscritti all’Università di Siena, che lavoreranno fianco a fianco con i relatori e i ricercatori.

La vera cifra stilistica della Conferenza di Siena resta la sua natura “visionaria” ma pragmatica, distante dalle liturgie della politica comunitaria. L’Europa, è stato ricordato in chiusura, è sempre stata costruita dall’alto, una dinamica che ha finito per allontanare il cittadino e far percepire le istituzioni di Bruxelles come un’entità distante.

L’obiettivo dei tre giorni senesi è l’esatto opposto: dimostrare che le leggi, le regole e le grandi transizioni epocali possono e devono essere spiegate, capite e guidate dal basso. Solo così i giovani, che già si sentono naturalmente europei, potranno smettere di subire le decisioni e iniziare, finalmente, a scegliere il proprio futuro.

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