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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Una curiosità, commissario Laudanna…

I senesi sono i più tartassati da balzelli e imposte

di Red – foto di Corrado De Serio

SIENA. Tristissima situazione quella che ha trovato in comune il Commissario Laudanna, quando è andato a verificare i conti e la consistenza della cassa. Nessuno nel mondo politico locale – a parte la Lega, Laura Vigni e poco più – ha trovato strano che una delle prime iniziative autonome del Commissario sia stata quella di aumentare l’addizionale Irpef a carico dei residenti. Pesca bene, il Dr. Laudanna: Siena è il comune con la più alta percentuale di dichiaranti Irpef (65,6%) della Regione Toscana. Forse, per i piccoli satrapi locali, non era il caso di attirarsi gli strali dei senesi, finora abbastanza protetti dalla crisi economica europea, ma sempre più a disagio per il repentino (?) crollo della banca con tutte le sue certezze. Senza quattrini non è simpatico fare il Sindaco, specie se poi si finisce sotto schiaffo di un presidente di Fondazione che s’era contribuito a mettere sul piedistallo: non a caso, l’ex Ceccuzzi nell’ormai supervivisezionata intervista in Fortezza ne aveva ri-chiesto le dimissioni dopo un periodo di tregua apparente. E Gabriello Mancini, dopo appena qualche giorno, gi ha presentato il piatto freddo della vendetta: i tanto sospirati quattrini del Fondo stabilizzazione erogazioni si sono magicamente sbloccati, ma non sarà Ceccuzzi a gestirli.
Sembrava strano che una delle città più ricche d’Italia avesse le tariffe pubbliche (l’acqua, ad esempio) più costose per i cittadini. Le classifiche de Il Sole 24 Ore sono lì a dimostrarcelo, Siena nel 2008 era seconda città d’Italia dopo Venezia con entrate pari a 1317 euro per abitante, dovute “all’alta tassazione dei residenti (429) e dai proventi extratributari (888)”. Né è migliorata la situazione per la tasca dei contribuenti negli anni successivi: evidentemente le erogazioni della Fondazione non erano sufficienti, ma Siena, sempre nel 2008, era terza in classifica per debiti, e prima nella speciale classifica dei comuni con più personale. Non è che l’ex sindaco Cenni si sia ravveduto, nel periodo dei suoi dieci anni da primo cittadino: il solito bene informato Sole 24 Ore, alla fine del 2011, ha verificato che Siena era sempre la terza città d’Italia per indebitamento netto per singolo abitante: 2.457 euro pro capite. Tutti questi soldi drenati ai contribuenti non sono serviti a costruire qualcosa che potesse camminare sulle sue gambe da sola, dal Santa Maria della Scala a Siena Biotech per finire all’Accademia Chigiana…

Ora però il Commissario, avendo ormai una panoramica completa del Comune e due aiutanti di indubbio valore, dovrebbe sentirsi in dovere di spiegare alla città perché ad un comune di appena 54.000 abitanti i soldi non bastano mai. Se è necessario si deve pagare, ma un ragionamento numeri alla mano sarebbe d’obbligo. Quante consulenze, quanto costano, quante se ne aboliranno? Quanti superstipendi per uffici stampa e amenità varie? Quanti soldi per attività inutili senza nemmeno la valutazione dei costi? Quanti dipendenti in esubero rispetto agliorganici previsti per legge? In parole povere informare sull’origine del dissesto e sul suo svolgersi attraverso gli anni. Sono numeri che interessano i cittadini, anche per non avere l’impressione che si tirino fuori soldi dalle tasche, sempre più leggere, senza ottenere alcun risultato. Per fortuna, il commissario ci ha pensato: una conferenza stampa è indetta per domani (12 settembre) alle ore 11, a Palazzo Berlinghieri, per informare sulle misure messe in atto per il mantenimento degli equilibri di bilancio del Comune di Siena

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