I consiglieri democratici annunciano una mozione contro questa decisione che porterebbe alla chiusura delle sedi dei tribunali di Siena, Arezzo, Massa Carrara e Pistoia
FIRENZE. “La riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria voluta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rappresenta un duro colpo per la Toscana e rischia di ridurre in modo significativo l’accessibilità alla tutela legale per cittadini, imprese e professionisti. Con il piano di accorpamento previsto dal Governo, le sedi dei tribunali di Siena, Arezzo, Massa Carrara e Pistoia verrebbero infatti assorbite rispettivamente da Firenze, Lucca e Prato. Uno scenario inaccettabile per i nostri territori, che vedrebbero allontanarsi presidi fondamentali della giustizia, sollevando interrogativi concreti sull’effettivo accesso a strutture dedicate a materie tributarie. Porteremo questa vicenda in Consiglio regionale dove, attraverso una mozione, inviteremo la Giunta ad attivarsi in tutte le sedi competenti per chiedere al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze di fare marcia indietro. Di fronte a una materia così dirimente è indispensabile aprire un confronto vero con i territori e con le istituzioni locali affinché una riduzione di questo tipo possa essere scongiurata, salvaguardando un servizio di prossimità essenziale per il diritto alla difesa. Le riforme non possono essere costruite semplicemente tagliando servizi ai cittadini. Proprio per rispondere ai reali bisogni delle nostre comunità e di chi vi opera è necessario rafforzare la qualità e la prossimità delle istituzioni, garantendo a tutti pari possibilità di tutela anche alla luce delle distanze che molti cittadini dovrebbero affrontare per accedere alle nuove sedi. Una direzione opposta a quella intrapresa dal Governo”. È quanto dichiarano il capogruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana, Simone Bezzini e i consiglieri regionali Roberta Casini, Gianni Lorenzetti, Bernard Dika e Simona Querci in merito alla riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria che prevede la riduzione di quattro sedi anche in Toscana.




