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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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"Ribelli" PD: doppia conferma sul vizio di forma

"Fatta giustizia, ora gli organi comunali si adeguino"

SIENA. “Dopo averlo scritto chiaramente nella risposta al nostro esposto, anche nella dichiarazione successivamente diffusa il presidente dei garanti nazionali del Pd, Luigi Berlinguer, conferma che la commissione comunale di Siena non poteva comminare sospensioni”. E’ quanto dichiarano i sette ex consiglieri comunali di Siena ed esponenti del Pd senese Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Giancarlo Meacci, Lucio Pace, Alessandro Piccini, Gianluca Ranieri, facendo riferimento alla dichiarazione del presidente del collegio nazionale dei garanti del Pd, Luigi Berlinguer.

“Vista la delicatezza e l’importanza della questione – spiegano i sette esponenti Pd – è bene sottolineare ancora una volta quanto nuovamente ribadito da Berlinguer. La sua dichiarazione testuale recita che ‘la commissione comunale non aveva competenza a sospendere’, per cui ‘la delibera della commissione regionale’, successivamente adottata, ‘ha posto in essere un provvedimento di sospensione cautelare sanando così il vizio procedimentale precedente’. Insomma, la commissione regionale è dovuta intervenire per sanare il vizio procedimentale della commissione comunale, che ha quindi adottato una decisione illegittima, che non poteva prendere. Risulta perciò nuovamente evidente che quell’atto illegittimo ha viziato tutti gli atti successivi delle assemblee e degli organi di partito che hanno preso decisioni, tra cui l’elezione del nuovo segretario provinciale Niccolò Guicciardini, senza che tutti i membri del partito potessero liberamente e legittimamente parteciparvi”.

“C’è un giudice a Roma – dichiarano ancora i sette ex consiglieri comunali –, i garanti nazionali hanno fatto giustizia del colpo di mano operato a Siena. Ora gli organi comunali e provinciali si adeguino al pronunciamento del collegio presieduto dal prof. Berlinguer. Chi ha armato il blitz illegittimo si faccia da parte e si torni a discutere liberamente per tornare ad avere un partito plurale, aperto, pronto a mettersi di nuovo al servizio della città invece che di certi apparati di potere”.

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