L'esponente di Siena Sostenibile interviene sul futuro dell'area del Rastrello
SIENA. Sono anni che ripeto gli stessi concetti “dobbiamo restituire un senso alla pianificazione del territorio” anche perché (pensando a Siena) “il futuro di ogni centro storico è il futuro dell’intera sua città”, e a quanto pare ancora non ci siamo proprio.
In relazione alla recente conferenza stampa del Comune di Siena su vari progetti che riguarderebbero la riqualificazione dello stadio e dell’area della Fortezza, posso al momento rilevare come l’iniziativa si collochi ancora in una fase preliminare e prevalentemente programmatica, caratterizzata da un forte impatto comunicativo ma da un livello di approfondimento tecnico non ancora pienamente accessibile alla cittadinanza.
Non a caso si è parlato di lavori pubblici, di pianificazione urbanistica, di un primo mattone da mettere prima della fine di questo mandato amministrativo, dell’attuale Sindaca che sicuramente verrà rieletta per un secondo mandato, insomma in conferenza stampa è stato detto un po’ di tutto e di più, ma questo non è certo pianificare il futuro della città!
L’area in questione merita sicuramente una riqualificazione per la sua posizione strategica che la rende collocata all’interno del centro storico e in relazione con il tessuto urbano cittadino, per le sue funzioni e la presenza dello stadio, ma questo non può e non deve giustificare scelte non partecipate e condivise con la città.
Ma andando nel concreto ad oggi non risultano pubblicamente disponibili studi completi e dettagliati relativi agli effetti sul traffico, alla capacità infrastrutturale, alla sostenibilità urbanistica e all’impatto complessivo delle nuove funzioni previste.
Allo stesso modo, come sopra accennato, non emerge un percorso strutturato di consultazione pubblica o di coinvolgimento diffuso dei soggetti interessati nella fase di impostazione delle scelte progettuali.
In questo contesto, la presentazione assume inevitabilmente un forte valore di indirizzo politico e comunicativo, che al momento rischia solo di dividere la città tra chi giudica positivamente tali enunciazioni e chi esprime giudizi negativi, mentre rimangono ancora da consolidare gli elementi necessari a una valutazione compiuta della fattibilità e degli effetti del progetto nel suo insieme.
Ne deriva un quadro che, allo stato attuale, lascia ampi margini di interpretazione e richiede ulteriori passaggi di trasparenza, approfondimento tecnico e confronto pubblico prima di poter essere considerato e valutato come un progetto definito e in grado di essere in sintonia con l’intera città.




