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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Pinciani: "Niente accordo. Il PD dica se sta con Profumo o i dipendenti"

Per l'associazione Confronti: "La rimozione del 4% è una mossa contro la Fondazione"

SIENA. “La trattativa sul piano industriale Mps tra i vertici della Banca e i sindacati è ufficialmente fallita, non è stato trovato nessun accordo nei 50 giorni previsti. Ora dal Partito democratico di Siena ci aspettiamo una parola chiara per sapere da che parte sta: con i tagli imposti da Profumo o con le legittime garanzie attese dai lavoratori?”. E’ quanto dichiara il portavoce dell’associazione di Siena “Confronti”, Alessandro Pinciani, commentando l’esito del negoziato tra Banca Mps e sindacati di categoria.

 

“Mentre i rappresentanti dei lavoratori dichiaravano la rottura della trattativa – prosegue Pinciani – il presidente Profumo in conferenza stampa confermava che la dirigenza della Banca andrà avanti per ‘portare a casa gli obiettivi preposti’. Avanti, quindi, con le esternalizzazioni e abbandono al proprio destino dei 2.300 dipendenti del Consorzio Operativo, nel silenzio della politica senese. A questo punto, a 24 ore da dichiarazioni così nette, il principale partito di governo di Siena e provincia, che è anche il nostro partito, ovvero il Pd di Siena, ha il dovere di dire con chiarezza come si posiziona. Serve una forte presa di posizione pubblica perché le famiglie delle migliaia di lavoratori Mps hanno il diritto di conoscere con trasparenza chi si schiera con loro”.

“Nelle sue dichiarazioni – spiega ancora Pinciani – il presidente Profumo ha anche detto di essere pronto ad abolire il tetto del diritto di voto per i privati al 4%, nell’ambito della compagine azionaria di Banca Mps. Un’altra mossa che mira a indebolire la Fondazione Mps, oltre ai provvedimenti posti all’ordine del giorno dell’assemblea del 9 ottobre come l’aumento di capitale senza diritto di opzione e le modifiche allo statuto che privano l’assemblea di alcuni poteri fondamentali”.

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