"Apponiamo il completo rifiuto all'acquisto della Banca Monte dei Paschi di Siena e proponiamo un cambio gestionale, riportando al centro la questione umana, sociale ed economica"
SIENA. La Federazione Provinciale Siena ed il Gruppo Consiliare San Quirico d’Orcia del PCI,esprimono preoccupazione e sconcerto per l’operazione lanciata da Banca Intesa Sanpaolo per l’acquisizione della Banca Monte dei Paschi di Siena, ormai non più la banca che formulava un secondo welfare per la nostra provincia e che rappresentava non un punto d’arrivo per i lavoratori ma un solido presente ed un radioso futuro, perché era l’unica banca veramente pubblica , indirizzata verso i bisogni del popolo e lo sviluppo delle proprie capacità.
Rifiutiamo quindi le scellerate gestioni che hanno sconvolto il modus operandi della banca, facendola quasi fallire, pur di cancellarlo, fatto chiudere molte filiali, licenziato lavoratori e lavoratrici. Rifiutiamo altresì, l’ultimo tassello di una operazione partita da lontano che cancellerebbe le ultime parvenze di banca del territorio, perché ormai non possiamo più chiamarla del popolo da tempo. Vogliamo ricordare a tutti che il voler sradicare il Monte dei Paschi di Siena, non riguarda l’economia bancaria o perlomeno non solo ma riguarda ciò che la banca ha rappresentato e fatto per il popolo, il suo sistema, la sua fondazione che come appunto detto, rappresentava un secondo welfare per tutti quanti noi.
Dopo aver fatto tale preambolo ma pensiamo basilare, ci associamo alle rimostranze del PSI, AGGIUNGENDO PERÒ che apponiamo il completo rifiuto all’acquisto della Banca Monte dei Paschi di Siena e proponiamo un cambio gestionale, riportando al centro la questione umana, sociale ed economica per lo sviluppo del popolo e dei suoi bisogni, dei lavoratori e delle piccole aziende, ridando finanziariamente slancio all’iniziativa in senso collettivo che tanto ha contribuito al benessere della provincia di Siena, alla regione Toscana e ovunque la banca abbia lavorato.
Non è una questione di campanile ma una questione di sopravvivenza di un intero territorio che sta lentamente soccombendo. La banca deve tornare ad avere indirizzo di risparmio ed investimento sociale.
Oggi avere un mutuo per acquistare casa è diventato un miraggio …, avere un prestito personale ad interessi equi, è sostanzialmente impensabile…Sostenere economicamente la nascita di un figlio, è veramente difficile.
Il sistema finanziario oramai decide la linea politica dei governi e “l’idea” (è sconcertante..) che hanno è quella di cambiare l’indirizzo della banca con il pieno sostegno della politica…
Ormai non si fanno più prestiti ai lavoratori, alle lavoratrici, alle famiglie o alle micro-imprese, ma si cerca, nei grandi numeri, di vendere dei prodotti finanziari che vanno verso la previdenza o la sanità privata. Oggi, in Italia, le 14 banche più importanti coprono il 75% dell’operatività. Questo significa che andiamo verso un accorpamento che premierà solo le banche più grandi. Oggi UniCredit è in forte crescita e molto probabilmente finirà per inglobare Mps; questo è il futuro della banca. Lo dicemmo già nel 2018….
PCI
Segreteria Federazione Siena
Gruppo Consiliare San Quirico d’Orcia




