"Eataly può utilizzare la Fortezza assieme all'Enoteca"
SIENA. Sul Santa Maria della Scala siamo riusciti a riaccendere il dibattito politico-cittadino. Le posizioni ormai sono chiare: il sindaco Valentini, ormai sempre più acquistatore di “format” e fautore del franchising culturale, ne vuole fare una specie di superstore gotico con lo slogan “quello che è bello deve rendere!”. Il Pd ne vuole fare una Fondazione e dunque poltrone e interfaccia di potere.
Noi invece auspichiamo una ricostruzione del progetto, realistica e seria: il Santa Maria della Scala deve raccontare la civiltà senese, spiegare perché Siena non è stata e non è un luogo qualunque. La forma istituzionale è secondaria alla definizione del progetto. Sarà necessario individuare un board di saggi che, interfacciandosi con la commissione Cultura del Comune a cui spetta un ruolo centrale nel rilancio del Santa Maria della Scala, possa rivedere lo stato delle cose e dare autorevolezza al progetto.
E allora sarebbe bene che la Fondazione Mps cessasse di occuparsi di banca (dove ha dato brillanti prove, anche di recente…) e confluisse a pieno canale, e con tutte le sue residue risorse, su questo progetto, dando luogo ad una formidabile fondazione culturale, unica in Europa.
Infine, se ci fossero davvero imprenditori come Oscar Farinetti interessati a venire a Siena, i luoghi prestigiosi certo non mancano: si potrebbe sfruttare, ad esempio, la Fortezza Medicea e creare un grande polo di qualità insieme all’Enoteca Italiana.
Ogni luogo ha la sua vocazione e quella del Santa Maria della Scala non potrà mai essere un panino con la porchetta.
Eugenio Neri
(foto Corrado De Serio)




