La finanza creativa di Mussari e Vigni fa accumulare nuove perdite
di Red
SIENA. La finanza creativa del “non banchiere” Mussari e del direttore generale Vigni produsse alla fine di luglio 2009 un mostro aberrante chiamato “Chianti Classico”, una ubriacatura immobiliare-finanziaria che tutti oggi facilmente descrivono come “pessima ciucca” ma che la stampa dell’epoca magnificò con titoli di giornale e analisi beneauguranti sulla spregiudicatezza dell’iniziativa e sui 1,7 miliardi che avrebbe incassato il Monte dei Paschi con la cessione di immobili e la cartolarizzazione di titoli. D’altra parte tutti erano distolti verso il Mancini 2 alla Fondazione, così il vertice di MPS poteva tranquillamente ingegnarsi in operazioni curiose per mascherare il gigantesco deficit provocato dall’acquisto di Antonveneta.
Intendiamoci: San Paolo e Unicredit pochi mesi prima avevano aperto la strada con operazioni del genere, ma la portata di quella di Rocca Salimbeni era di ben altro livello, come erano ben altri i problemi. Nemmeno originali, i due dòmini della banca. Vale però la pena di ricordare che nell’operazione che portò alla costituzione della Perimetro gestione proprietà immobiliari ci sono dentro anche le sedi di Viale Mazzini e di Via Aldo Moro a Siena; per il resto tutto nella norma, compresa la valutazione “discutibile” degli immobili (prassi dell’epoca a tutti i livelli e concausa della crisi del mattone in generale, ndr) e la grande copertura assicurativa affidata in esclusiva ad AXA, di cui negli anni si è già parlato a sufficienza. Il fatto che l’affittuario dei beni immobili fosse la stessa banca che li utilizzava è lo schema di garanzia che poi sarà applicato con successo alla compravendita dei marchi Robur e Mens Sana basket. Per quest’ultimo sono note indagini ed arresti, per il calcio potrebbero arrivare novità in questo senso già nella seconda metà di settembre. Mussari e Mezzaroma sono stati avvertiti dal principio matematico dell’equivalenza!
Così mentre il Tandem scopre, mano mano che saltano fuori dalle scadenze dei contratti, nuove minusvalenze che potrebbero mettere in crisi la congruità dei cinque miliardi di euro di aumento del capitale sociale di MPS, in tribunale e all’Agenzia delle Entrate Chianti Classico sta prendendo una direzione precisa. Questa vale poco meno di 300 milioni, e già altrettanti sono stati contabilizzati nel 2013: 600 in tutto, un bagno di sangue che è andato a traverso a Profumo. Sono in corso verifiche nate da una indagine della Guardia di Finanza avviata il 25 giugno 2013, su disposizione della procura di Siena. Riguardava l’operatività di Mps Immobiliare, già nel mirino per un ipotetico mancato versamento di Iva e imposte per altri 31 milioni. Ma si è appunto estesa a Perimetro che dall’aprile scorso è posseduta al 100% da monte dei Paschi di Siena, così da poterne governare l’andamento.




