Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Lega Nord: "Moody’s declassa Siena. Meritato!"

SIENA. “Il declassamento di Siena da parte di Moody’s è meritato”. È il giudizio della Lega Nord Toscana che ha così parafrasato la nota di commento alla notizia di declassamento di Siena del Wall Street Italia. Ad entrare nel merito è Manuel Vescovi, vicecommissario nazionale del Carroccio toscano, sottolineando che «la città di Siena sta attraversando uno dei periodi più neri della sua gloriosa storia ed oggi, trascinata a fondo da una classe dirigente unita solo da interessi di bottega, non sembra più in grado di offrire prospettive future. D’altronde – asserisce Vescovi –, Siena non poteva certo aspettarsi giudizi magnanimi dalle agenzie di rating dopo aver contribuito ad affossare la banca più antica del mondo». Poi, secondo l’esponente leghista, «i retropensieri sulle attività ed i giudizi delle agenzie di rating americane possono anche essere legittimi, ma dovrebbero essere quantomeno argomentati con tesi verosimili o almeno supportati da dati che smentiscano gli scenari presentati, altrimenti diventano discorsi da bar».

Per Gianni Fava, parlamentare nonché commissario nazionale del Carroccio toscano, «il Monte dei Paschi (eterodiretto fino a ieri dal Comune di Siena e, quindi, dalla politica di sinistra in un vero e proprio “sistema trasversale” al quale partecipavano tutte le correnti interne del Partito Democratico), con l’acquisizione di Antonveneta è divenuto forse l’emblema delle banche italiane che meritano il declassamento o, addirittura meglio, a nostro avviso, il commissariamento. Per quanto ci riguarda, infatti, ritieniamo che le banche come il Monte dei Paschi, che hanno preso fiumi di soldi pubblici a tassi agevolati dell’1% e non li hanno ridistribuiti sull’economia reale, debbano essere immediatamente commissariate facendo sì che i soldi pubblici possano essere finalmente distribuiti a famiglie e piccole e medie imprese. Se ci ritroviamo in mezzo al mare in tempesta – termina Fava – non è certo per colpa delle agenzie di rating, che pure non amiamo, ma per i demeriti di una classe politica incapace di premiare il merito, di far spazio ai giovani, ma soprattutto di fare programmi a lungo termine senza guardare agli interessi personali».

[banner_mobile]