FIRENZE. Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità la mozione dedicata alla salvaguardia del ruolo industriale, occupazionale e territoriale di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il documento, presentato dal capogruppo del Partito Democratico Simone Bezzini, punta a mantenere alta l’attenzione sugli effetti che le operazioni societarie in corso potrebbero avere sul territorio.
«Il voto favorevole alla mozione sulle prospettive e sulla salvaguardia del ruolo industriale, occupazionale e territoriale di Banca Monte dei Paschi di Siena rappresenta un segnale di grande rilievo da parte del Consiglio regionale della Toscana. Con questo atto chiediamo che, in relazione alle operazioni societarie in corso, si apra un confronto serio e approfondito sulle possibili conseguenze economiche, occupazionali e territoriali», afferma Bezzini. Il capogruppo del Pd ricorda il peso strategico dell’istituto per la Toscana, sottolineando come Mps rappresenti la principale realtà occupazionale della regione, con circa 4.400 lavoratrici e lavoratori, un importante indotto e la presenza di funzioni altamente qualificate.
«Per questo le istituzioni, le forze politiche, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze economiche della Toscana devono raccogliere questa sollecitazione e contribuire alla costruzione di una piattaforma condivisa da sottoporre al Governo con obiettivi chiari: la tutela dei livelli occupazionali presenti e futuri, la salvaguardia delle funzioni direzionali a Siena e in Toscana, il mantenimento di spazi di autonomia organizzativa e gestionale e la difesa del marchio Mps. A tale scopo, con questa mozione, chiediamo che il Governo metta in atto tutti gli strumenti che le normative gli consentono di attivare», prosegue.
«Questo voto, che arriva a seguito della presa di posizione unanime del Consiglio comunale di Siena e del documento sottoscritto da tutti i rappresentanti delle forze politiche in Consiglio provinciale, rappresenta un contributo importante per tenere al centro del dibattito pubblico questa vicenda e il suo possibile impatto», conclude.
Sulla stessa linea AVS. “Con l’approvazione della mozione sul futuro di banca Mps la Toscana manda un segnale forte e compatto al Governo: Banca Monte dei Paschi di Siena non è un tassello del risiko bancario ma il cuore pulsante dell’economia di un intero territorio. Non permetteremo che il futuro di 4.400 lavoratori e dell’indotto venga sacrificato sull’altare di ragionamenti strettamente finanziari e slegati dall’economia reale.
Oggi, con la mozione che abbiamo sottoscritto insieme a Partito Democratico, Casa Riformista e Movimento 5 Stelle, chiediamo che il ruolo industriale, occupazionale e territoriale di Mps venga messo al centro di ogni trattativa. La Regione Toscana si farà portavoce di una piattaforma condivisa con Comune, Provincia e parti sociali per pretendere dal Governo garanzie scritte: tutela dei livelli occupazionali presenti e futuri, salvaguardia delle funzioni direzionali sul territorio e, non meno importante, la difesa del marchio e dell’autonomia gestionale dell’istituto.
La Toscana non si piega: chiediamo al Governo di usare tutti gli strumenti disponibili per scongiurare effetti negativi sulla stabilità sociale della nostra Regione.
Mps è infatti ancora oggi un’eccellenza toscana, e come tale va difesa da chiunque voglia ridurla a un pezzo di un gioco più grande. Da parte nostra, c’è la massima disponibilità a confrontarci anche con le opposizioni: la partita che si gioca non è di schieramento, ma di sopravvivenza per un pezzo fondamentale della nostra identità creditizia e produttiva. Siena e la Toscana non possono e non devono restare sole e rischiare di perdere le funzioni di direzione bancaria, impoverendo le leve economiche e del credito a disposizione del nostro territorio”.
Non è mancato l’appoggio di Enrico Tucci (FdI).
“Visto che potrebbe andare in porto una delle offerte di Intesa Sanpaolo o di Bpm su Mps, chiediamo con forza la salvaguardia dei livelli occupazionali e che, ancora per molti anni, la direzione generale della banca rimanga nella città di Siena, in modo da limitare le ripercussioni sull’economia cittadina.”
“Abbiamo emendato la mozione della Maggioranza, utilizzando le parole usate, lo scorso giugno, dal sindaco di Siena Nicoletta Fabio all’indomani dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Abbiamo emendato, ribadendo che “ogni passaggio, che porti ad un nuovo assetto di banca Monte dei Paschi di Siena, deve essere accompagnato da garanzie chiare e trasparenti sulla piena continuità della peculiare attività creditizia e della vocazione storica della banca. La mozione ripercorre la storia del Monte, la sua importanza occupazionale visti i 4.000 occupati in Toscana, 2.000 tra Siena e provincia. In città c’è anche la direzione generale che va salvaguardata assolutamente.”
“Per Siena, il Monte dei Paschi non è un mero datore di lavoro, è un fattore identitario della città. Le vicende degli ultimi anni hanno reso meno saldo il rapporto tra la banca e la città che, però, rivendica comunque un ruolo anche in quello che sarà il futuro dell’istituto bancario. Una questione che va affrontata con l’impegno da parte di tutti. Durante il mio intervento nell’aula del Consiglio regionale, durante il dibattito sulla mozione, ho ricordato la necessità di tutelare lo straordinario patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale costruito dalla Banca, per Siena, in oltre cinque secoli di attività”.