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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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I mesi di vacanze estive: l’incubo dei genitori che lavorano

Per Siena Pirata si deve cominciare dal calendario scolastico ormai inadeguato alle esigenze odierne

SIENA. Da Siena Pirata riceviamo e pubblichiamo.

“La scuola sta finendo e stanno per iniziare, anche per quest’estate, quei 3 mesi e mezzo in cui i genitori, per i quali gli uffici non chiudono, dovranno gestire i propri figli barcamenandosi tra le offerte di “campi estivi”, incastrando le date sul calendario, e i costi degli stessi, non sempre alla portata di tutte le tasche.

L’estate, per molte famiglie, non è quel periodo spensierato dove godere del sole, del caldo e del mare. E’ quel periodo in cui conciliare le esigenze di lavoratore e quello di genitore sono messe a dura prova, nella totale noncuranza delle istituzioni.

Già, non basta offrire qualche settimana di campi estivi per lavarsi la coscienza: l’Italia sta soffrendo un pesantissimo calo demografico (se continua questo trend, nel 2100 ci saranno oltre 23 milioni di italiani in meno) legato anche alle sempre più pesanti difficoltà di gestire i figli nella società contemporanea.

Così, mentre le Istituzioni stanno a guardare alla finestra la distruzione del Paese, con una popolazione sempre più anziana, una immigrazione povera che sfrutta il nostro welfare e il rischio concreto di perdere il nostro stile di vita anche a causa di retribuzioni insufficienti, la scuola continua ad affrontare la realtà come negli anni ‘70 e ‘80.

Peccato che, da quegli anni, la società sia cambiata moltissimo, così come il clima: molte scuole sono edifici inadeguati a sostenere le alte temperature dei mesi estivi, e così anche pensare di ridurre la durata delle vacanze estive diventa difficile a fronte di edifici non climatizzati ed energeticamente inefficienti (i quasi 200 miliardi di € presi in prestito dal PNRR non dovevano servire anche a questo?). A cui ovviamente si aggiunge il problema del personale scolastico, non secondario in un contesto sociale sempre più complicato, dove violenza e maleducazione sono ormai la normalità nei giovani e nei lori genitori, sempre nell’indifferenza della Politica, provocando malumori e distacco anche da chi svolte il ruolo di insegnante, che in una società moderna dovrebbe essere pilastro fondante di ogni Democrazia. Servirebbero riforme serie, iniziando dalla struttura stessa del calendario scolastico, ormai inadeguato alle esigenze della società contemporanea. Nessuno però vuole prendersi la responsabilità di farlo, tanto che a farsi carico delle inefficienze e dei costi del sistema sono sempre loro, i genitori che lavorano. Per poi chiedersi perché non si fanno abbastanza figli.

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