FIRENZE – Stefano Scaramelli è il nuovo Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana. Esponente di Casa Riformista, ha raccolto 19 preferenze nel voto segreto effettuato elettronicamente, superando la concorrenza di Paolina Pistacchi (14 voti) e Luciano Trovato (1 voto). Cinque le schede bianche registrate.
Prima di procedere al voto, il Consiglio ha trovato l’intesa unanime su un ordine del giorno (sottoscritto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Gruppo Misto – Futuro Nazionale), che impegna l’Ufficio di presidenza a una revisione strutturale della normativa sui Garanti: l’elezione a maggioranza qualificata, la riduzione della durata del mandato e l’obbligo di audizioni preliminari in Commissione per valutare i curricula.
“Le critiche più aspre sono arrivate dai banchi di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Chiara La Porta (capogruppo FdI) ha esortato l’aula a votare basandosi esclusivamente sulle competenze professionali, contrapponendo il curriculum della candidata Pistacchi a quello di Scaramelli, ritenuto “politico” e non tecnico. Anche Marco Stella (FI) ha sottolineato come nelle altre Regioni il ruolo di Garante sia solitamente ricoperto da accademici o esperti del settore: “La figura del Garante va scelta per curriculum e non per tessera di partito”, ha ammonito.
Non sono mancate stoccate dirette al presidente della Giunta, Eugenio Giani. Alessandro Capecchi (FdI) ha parlato di “onorare una cambiale elettorale”, auspicando un recupero dell’autonomia del Consiglio regionale nei confronti della Giunta. Anche dalle fila di Alleanza Verdi e Sinistra, con Luca Rossi Romanelli, è emerso rammarico per la mancata convergenza su una figura espressione della società civile, definendo l’iter legislativo un “kamasutra interpretativo”.
Al termine della seduta, la presidente del Consiglio Stefania Saccardi ha convocato i capigruppo per favorire una sintesi finale che ha portato al ritiro delle centinaia di atti di indirizzo presentati dalle opposizioni, mettendo fine a quello che molti consiglieri hanno definito uno “spettacolo indegno” per le istituzioni toscane”.




