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Emergenza dissesto comunale a Siena?

Attesa la decisione della Corte dei Conti su un "buco" fino a 300 milioni

di Red – foto di Corrado De Serio

SIENA. La situazione starebbe precipitando nel Comune di Siena al punto da costringere le Contrade a frugarsi in tasca per poter correre il prossimo Palio di Luglio. Il Commissario Laudanna è stato a lungo alle prese con gli ispettori ministeriali, perché  – alla fine – anni di richiami e bastonature della Corte dei Conti contro la leggerezza dei bilanci senesi hanno costretto Roma ad alzare il velo sulla gestione di Palazzo Pubblico (si parla di 300 milioni circa di buco, forse comprendendo i BOC). Sono stati verificati – secondo i lanci delle agenzie – tutti i bilanci dal 2002 ad oggi, ma particolare attenzione sarebbe stata messa sugli ultimi due (2009, 2010) e su quello bocciato (2011). Ora la Corte dei Conti fiorentina dovrebbe esaminare in settimana proprio i risultati dei controlli in Palazzo Pubblico sugli ultimi atti. Si parla di dichiarazione di dissesto del Comune o, ultima possibilità, l’àncora dello sforamento del patto di stabilità, che potrebbero significare che il Commissariamento si allunghi per altri due anni, con annullamento della tornata elettorale di maggio. Il prefetto ha lanciato un segnale positivo con la scelta degli artisti che dipingeranno i Palii di quest’anno e la disputa delle due carriere. Seguito dalla determina di pagamento degli straordinari fatti dal personale per il Palio di agosto 2012.

Nonostante le centinaia di milioni elargite a vario titolo dalla Fondazione MPS, l’Imu tra le più care d’Italia, le tasse locali più pesanti che si possano mettere (compresi i parcheggi), il dissesto sarebbe una realtà e – nel caso – il bisturi dovrà andare a colpire  i conti delle spese dell’ente locale. La misura più temuta è la riduzione del personale (esagerato per un comune di 54.000 abitanti scarsi). E una bella sforbiciata dovrebbe toccare anche agli stipendi generosi dei dirigenti che rimarranno al loro posto. Gli incarichi e le consulenze esterne saranno tutte da eliminare, ove non si sia già provveduto. Saranno cassate le spese straordinarie. Perciò, qualunque sia la bontà del programma che i vari candidati a sindaco presenteranno per le prossime amministrative, il margine di movimento di ognuno di essi sarà ancora più ristretto.
Anche la storia del dissesto del Comune l’avevamo già scritta un anno fa, il 18 aprile 2012, carpendola dalle mezze parole di Ceccuzzi sindaco e da alcune considerazione fatte da Il Sole 24 Ore (https://www.ilcittadinoonline.it/news/147744/Comune__il_dissesto_dietro_l_angolo_.html).  Con straordinario tempismo Franco Ceccuzzi si dimise da sindaco il 21 maggio 2012, un giorno prima che la Corte dei Conti mettesse nero su bianco le sue risultanze sul bilancio, che il consiglio comunale non gli aveva approvato (deliberazione 22 maggio 2011, n. 111): “la Sezione Toscana, premesso un breve riferimento alle concrete finalità del controllo nonché ai criteri seguiti dalla stessa Sezione per il concreto esperimento dello stesso, rileva, all’esito dell’esame della relazione e dei prospetti allegati, l’emergenza di criticità e/o irregolarità gravi e delibera  “specifiche pronunce” da segnalare all’organo elettivo poiché inerenti a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria e/o violazioni degli obiettivi della finanza pubblica allargata e/o  a irregolarità contabili e/o a squilibri strutturali del bilancio dell’Ente locale. Inoltre, nell’ottica collaborativa del controllo e alla luce dei nuovi compiti assegnati dall’art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 149/2011, la Sezione  demanda al Magistrato istruttore / relatore la richiesta di ulteriore documentazione per una verifica documentale prodromica alle valutazioni sulla effettiva sussistenza delle condizioni di dissesto o pre-dissesto emergenti dall’esame della relazione e dei documenti allegati”.
Al momento non sono previste conferenze stampa del commissario Laudanna e qualche amministratore interpellato sulla faccenda ha espresso stupore sull’ammontare della cifra, aggiungendo che vi erano alcune questioni da vagliare per spese impreviste e bonus, ma che la cosa risulterebbe già sistemata. Risulterebbe che i debiti pregressi assommano a 123 milioni. Per quanto riguarda i controlli effettuati sugli anni scorsi, nel 2010 era stata aperta una procedura per verificare se esistessero i termini per dichiarare il pre-dissesto, ma dagli aggiustamenti e dai controlli operati dall’ispettore, anche su anni indietro, risulta un equilibrio di massima. Uno degli anni in predicato era il 2008, che mostrava un disavanzo di circa 6 milioni e mezzo per mancati trasferimenti da parte dello stato. A copertura di tale cifra, il Comune aveva deciso, quindi, di operare la dismissione di alcuni fabbricati, che ad oggi non risultano ancora ceduti, e su questo gli ispettori potrebbero cavillare. Risulterebbero sanati anche i bilanci 2009, 2010 e 2011. e qui si ritorna alla richiesta del magistrato istruttore di cui sopra.
Un bel garbuglio.
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