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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Bezzini sulla Buona Scuola: “Il governo ascolti docenti e studenti”

Il candidato PD alle regionali difende le ragioni delle parti sociali

20150415_155104SIENA. Le riforme vanno fatte, su questo non ci piove, non sono mai stato un conservatore” dichiara Bezzini, “ma bisogna ascoltare le parti sociali coinvolte, confrontarsi con le organizzazioni di rappresentanza e procedere in modo condiviso e democratico”. Così l’ex presidente della Provincia sullo scontro in corso tra Governo e sindacati sul DDL de La Buona Scuola.

Se tutti i sindacati dei lavoratori della scuola e tutte le organizzazioni degli studenti protestano e chiedono di essere coinvolti un motivo, o forse più d’uno, ci sarà” prosegue Bezzini. “Il rischio che avverto è che la tanto declamata partecipazione che avrebbe accompagnato il DDL sulla scuola si sia ridotta ad un mare magnum di inascoltate osservazioni particolari, mentre è venuto meno un confronto vero con le parti in causa sui nodi cruciali di questa importante riforma”.

Un altro punto su cui c’è forte scontro è sul ruolo che la riforma assegna ai dirigenti scolastici, i cui poteri aumenterebbero non poco. Su questo si apra un confronto che sappia trovare una mediazione tra l’autonomia scolastica, la qualità dell’istruzione pubblica, il valore della collegialità e i principi espressi nella nostra Costituzione” sottolinea Bezzini. “Questa riforma, inoltre, non supera il problema del precariato, che va affrontato con un piano volto alla stabilizzazione del personale docente, educativo e ATA”.

Il Governo ascolti docenti, studenti e personale amministrativo, ovvero chi la scuola la fa e la vive tutti i giorni, nella cronica mancanza di risorse e nelle difficoltà strutturali, economiche e di organico in cui versano le scuole italiane. Il valore del loro indispensabile lavoro sia riconosciuto con fatti concreti e non solo a parole. Renzi dovrebbe fare sue queste parole di Don Lorenzo Milani: «Ho insegnato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia». La Buona Scuola per essere tale dev’essere di tutti, quindi il Governo ascolti e coinvolga docenti e studenti in questo processo di riforma”, conclude Simone Bezzini.

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