Fratoianni: "Dai territori parte un segnale di rottura con l'economia di guerra. Spero che Giani raccolga la sfida". Falchi: "Fermiamo la complicità delle PA con l'industria delle armi"
FIRENZE. Si è tenuta questa mattina a Palazzo Bastogi la conferenza stampa del gruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) per presentare la mozione “Banche Disarmate”. L’atto, che vede come primo firmatario il capogruppo Lorenzo Falchi, mira a introdurre clausole etiche nei bandi per i servizi di tesoreria e bancari della Regione Toscana, premiando gli istituti di credito che non finanziano la produzione e il commercio di armi.
All’incontro con i giornalisti, oltre al consigliere regionale AVS Lorenzo Falchi hanno partecipato Nicola Fratoianni, Segretario Nazionale di Sinistra Italiana, Anna Maria Romano, Segreteria CGIL Toscana, Simone Siliani, Direttore Fondazione Finanza Etica.
Di seguito le parole dei protagonisti intervenuti:
On. Nicola Fratoianni (Segretario Nazionale Sinistra Italiana): “Un’iniziativa che può diventare valanga al pari di quella che, sempre Lorenzo Falchi, ha messo in piedi come sindaco di Sesto Fiorentino sul boicottaggio dei farmaci da banco di aziende israeliane, che si è espanso a macchia d’olio. In un momento in cui il Governo Meloni vuole cancellare la legge 185 del 90 noi di AVS costruiamo un’alternativa che impegna i territori a sostenere la pace contro una corsa al riarmo che impedisce investimenti in sanità pubblica, scuola pubblica, welfare e gestione delle emergenze. Spero che il Presidente Giani raccolga questa sfida e ne faccia bandiera per la Toscana.”
Lorenzo Falchi (Presidente del Gruppo Consiliare AVS Toscana e primo firmatario): “Ogni anno transitano 260 miliardi dalle tesorerie degli enti locali generando, anche in maniera inconsapevole e con i soldi dei cittadini flussi di investimento in armamenti facendo diventare i territori ingranaggi dell’economia di guerra. Con questa mozione proviamo, con un atto locale dal profondo valore anche simbolico, a spezzare questa catena per rendere la Toscana protagonista di una visione che guardi ad ogni atto pubblico come presa di posizione verso un mondo più giusto”
Anna Maria Romano (Segreteria CGIL Toscana): “Un atto dal profondo valore politico che comprende il fatto che la finanza non sia neutrale con l’idea che agire su di essa è anche agire su economia e democrazia, scegliendo di alimentare la pace invece che i conflitti. Per la CGIL la pace non può essere staccata dalla giustizia sociale perché quando i soldi vanno negli armamenti vengono sottratti ad altri più importanti aspetti della vita delle persone. I nostri soldi, soprattutto quelli delle pubbliche amministrazioni, possono essere strumento per cambiare il nostro paese e il mondo.”
Simone Siliani (Direttore Fondazione Finanza Etica): “Mentre il governo vuole togliere informazioni e trasparenza su come le banche utilizzano i soldi dei risparmiatori qui si discute un atto contrario e importante. Solo nel 2025 sono stati investiti dalle banche italiane più di 9 miliardi in armamenti: soldi di società private che guadagnano fornendo strumenti di morte anche a paesi in guerra o che violano diritti umani. Si può fare finanza in modo diverso e questa mozione permette anche alla Toscana di applicare un modello etico con una visione differente.”
La mozione nelle prossime sedute approderà al voto del Consiglio Regionale.




