Come far partecipare dipendenti e senesi all'operazione
“E’ di 150 miliardi di Euro l’ultima stima del fabbisogno necessario per ricapitalizzare le banche europee al fine di rispettare i requisiti patrimoniali introdotti con gli accordi di Basilea 3. Una cifra importante che coinvolge gli assetti proprietari delle banche, la loro capacità di fare credito al servizio dell’economia reale, il sostegno ad un tessuto di imprese che, soprattutto in Italia, è “bancocentrico” con sole 300 società quotate in borsa.
Dati i nuovi requisiti di capitale rischia di essere messa in crisi la redditività del capitale investito nelle banche italiane, e la stessa prospettiva delle banche commerciali, che rischiano di essere meno attrattive di quelle di affari con finalità speculative. Questo pericolo non deve in alcun modo farci rischiare il cambiamento genetico delle nostre banche, alle quali va chiesta maggiore efficienza, miglior controllo di gestione. Va garantita, poi, una normativa, in primo luogo fiscale, in linea con gli standard europei.
Il ruolo delle Fondazioni per la ricapitalizzazione de delle banche Anche questa volta sarà fondamentale l’apporto delle Fondazioni bancarie, perché servono investitori di lungo periodo. Mentre 20 anni fa le Fondazioni furono chiamate a sostenere l’accrescimento dimensionale e la modernizzazione del sistema bancario, oggi devono supportare la ricapitalizzazione richiesta dalle nuove norme di Basilea 3 e soprattutto, non devono far mai venire meno, dato il perdurare della crisi, il loro sostegno alle famiglie e al tessuto produttivo. Questo è il passaggio che sta vivendo anche la nostra città sede del terzo polo bancario italiano, da secoli una comunità che svolge, in modi e forme diverse in base alle epoche storiche, un ruolo di azionista di una grande banca.
La Fondazione deve mantenere il 51 per cento dei diritti di voti nell’assemblea del Monte I numeri forniti in questi giorni da Mps rendono chiare le ricadute di cui beneficiano l’economia e la comunità senese. Benefici non parassitari e che hanno determinato una crescita della competitività del nostro indotto. E’ fondamentale, anche per questo, che la Fondazione mantenga sempre, nel rispetto della legislazione vigente, il 51 per cento dei diritti di voto nell’assemblea del Monte. Un impegno a cui mi atterrò se sarò eletto sindaco così come sancito nel programma di mandato che abbiamo depositato. Così facendo Siena conferma la sua natura di “comunità azionista”, che custodisce e accresce ciò che è stato tramandato dalle generazioni precedenti per consegnarlo a quelle future, svolgendo nel contempo una funzione nazionale perché sostiene la terza banca del Paese, in una fase ancora recessiva, garantendone la natura di banca commerciale.
Da Siena possono nascere nuove forme di democrazia economica Il mio auspicio è che da Siena possa partire una spinta per ampliare ed innovare le forme di democrazia economica, nonché di responsabilità sociale. In questo senso, auspico, che tutti i lavoratori del Monte, già azionisti della banca, ove intendessero farlo, siano messi nelle migliori condizioni, previste dalla legge, per seguire il prossimo aumento di capitale.
Un azionarato popolare forte per il terzo gruppo bancario del Paese Questo segnale di fiducia e di sostegno nei confronti della banca e del suo piano di impresa dovrebbe partire prima di tutto dal suo gruppo dirigente e da tutti colo che, per il ruolo coperto hanno maggiore responsabilità e maggiore capacità di reddito, in modo da rafforzare anche quel grande attaccamento alla banca espresso dalle risorse umane, che ne determina i risultati e che ha sempre rappresentato, non solo un valore aggiunto, ma una diversità competitiva nei confronti del resto del sistema. Sarebbe utile, nel frattempo, iniziare ad esplorare forme con le quali far partecipare attivamente ed in forma associata i dipendenti, ed i senesi all’azionariato della banca. Si tratta di una impalcatura complessa che deve passare, prima di tutto, dalla autorizzazione di Consob, ma Siena può proporsi di fare uno sforzo di innovazione importante, proprio perché non e mai stata, e non sarà mai, una città qualunque”.
(Foto Corrado De Serio)



