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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Aeroporto: 34,5 milioni per una “scatola vuota”

Il Comitato AmpugnaNO sottolinea: "Il territorio resta isolato"

SIENA. Il Comitato AmpugnaNO esprime profonda preoccupazione riguardo al piano di rilancio dello scalo di Ampugnano nell’ambito del progetto RAM (Regional Air Mobility) di ENAC. Un investimento pubblico di 34,5 milioni di euro che rischia di trasformarsi nell’ennesima “cattedrale nel deserto”, priva di un reale bacino d’utenza e di un piano di fattibilità concreto.

Mentre il Comune di Siena rincorre una promessa di rilancio aeroportuale che appare come un salto nel buio, il territorio senese continua a soffrire di un isolamento infrastrutturale cronico. È scandaloso che si ipotizzino stanziamenti milionari per “taxi volanti” destinati a pochi, mentre i cittadini e i pendolari devono fare i conti con:

Collegamenti ferroviari ottocenteschi: Tratte lente, binari unici e materiale rotabile inadeguato.

Strade colabrodo: Una rete viaria provinciale e statale (come la Cassia o la Siena-Firenze) segnata da buche e interruzioni che compromettono la sicurezza quotidiana.

Investimenti senza futuro e senza trasparenza

Nonostante le rassicurazioni di ENAC, il progetto manca di trasparenza. Circa 16 milioni di euro — quasi la metà dei fondi — verrebbero destinati non all’aviazione, ma a un impianto fotovoltaico da 20 ettari, un’operazione che nemmeno servirebbe a garantire la sopravvivenza economica di una struttura sicuramente fallimentare.

“È un’occasione persa per il territorio,” dichiara il Comitato AmpugnaNO. “Invece di investire su infrastrutture di massa che migliorerebbero la vita di migliaia di persone ogni giorno, si sceglie di scommettere su uno scalo che non ha futuro commerciale e che andrebbe a peggiorare la biodiversità locale”.

Richiesta alle Istituzioni

Il Comitato chiede ai Comuni di Siena e Provincia, alla Regione Toscana, alle Associazioni di tutte le categorie produttive, ai Sindacati, alle Associazioni Ambientaliste di fermare questa corsa verso un investimento improduttivo e di pretendere che le risorse pubbliche siano dirottate verso la mobilità terrestre, vera priorità per lo sviluppo reale e sostenibile della nostra provincia.

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